Due minuti, due punti, una vetta condivisa: il rimpianto della Lazio
Dopo cinque giornate la classifica offre un curioso quadretto: Roma, Inter e Lazio sono tutte a quota 13, con otto squadre racchiuse in appena tre punti. Una vetta affollata, nella quale la Lazio è arrivata grazie al successo di Venezia e al contemporaneo 2-2 tra Roma e Inter.
Eppure, guardando indietro di una settimana, il rimpianto è inevitabile. Perché quei due minuti vissuti tra il 65′ e il 67′ di Lazio-Milan hanno cambiato il volto della classifica. La Lazio, avanti 2-0, si è vista raggiungere dalla doppietta di Diego Moreira e ha chiuso la quarta giornata a quota 10, alle spalle di Roma e Inter, entrambe a 12.
Il conto, però, è presto fatto: con una vittoria contro il Milan e il successivo successo di Venezia, la Lazio sarebbe arrivata a 15 punti. Roma e Inter, pareggiando nello scontro diretto, sono invece rimaste a 13. Due punti di vantaggio e una vetta solitaria che, alla vigilia della sosta, sarebbe stata una realtà.
Un primo tempo da incorniciare
Contro il Milan la Lazio aveva costruito un primo tempo quasi perfetto. Al 10′ Cancellieri aveva sbloccato il risultato su assist di Zaccagni, mentre al 39′ era arrivato il raddoppio: Tavares aveva servito Taylor, il cui pallone basso aveva trovato la deviazione decisiva dopo la traversa colpita da Noslin.
All’intervallo il risultato era 2-0 e la Lazio sembrava avviata alla quarta vittoria consecutiva. Ma il calcio, come spesso accade, aveva deciso di cambiare rapidamente il copione.
Centoventi secondi che cambiano tutto
Nella ripresa Amorim ha modificato il Milan inserendo Pulisic, Moreira e Musah. Gattuso ha risposto al 58′ con Isaksen e Pinamonti al posto di Cancellieri e Noslin, due dei protagonisti del primo tempo.
Poi è arrivato il momento che ha cambiato la partita.
Al 65′ Moreira ha accorciato le distanze con un sinistro al volo su assist di Pulisic. Appena due minuti più tardi, ancora Moreira ha trovato il pareggio con una conclusione angolata dopo l’azione costruita da Musah e Rabiot.
Due gol tra il 65′ e il 67′, e da un possibile quarto successo consecutivo la Lazio si è ritrovata con un solo punto.
Il conto arriva una settimana dopo
Il paradosso è che il valore di quei due punti persi si è visto soltanto una settimana più tardi.
La Lazio ha battuto il Venezia, raggiungendo quota 13. Nello stesso turno Roma e Inter hanno pareggiato 2-2, fermandosi anch’esse a 13.
La classifica attuale racconta quindi di una vetta condivisa. Ma lo scenario alternativo è altrettanto semplice da calcolare: con i tre punti contro il Milan, la Lazio sarebbe oggi a quota 15, davanti a Roma e Inter.
Non è una previsione e non cambia ciò che è realmente accaduto. È semplicemente il conto matematico di una partita che, per poco più di cento secondi, è sfuggita di mano.
Gattuso e il record sfiorato
C’è poi un altro piccolo rimpianto legato a quella partita.
Dopo le prime tre giornate, Gennaro Gattuso aveva eguagliato un particolare primato della storia laziale: tre vittorie consecutive in avvio di campionato, come era accaduto in precedenza con Tommaso Maestrelli e Vladimir Petković.
Una vittoria contro il Milan avrebbe portato Gattuso a quattro successi nelle prime quattro giornate, stabilendo un nuovo riferimento per la Lazio. Il 2-2 ha rimandato anche questo appuntamento con la storia.
Dalle preoccupazioni estive alla vetta
C’è anche un dato che fotografa meglio di molti discorsi il cambiamento delle aspettative: a inizio stagione la retrocessione della Lazio era quotata 50,00. Dopo le prime cinque giornate, la quota è salita a 250,00: in altre parole, secondo il mercato delle scommesse, l’ipotesi di vedere i biancocelesti in Serie B è diventata molto meno probabile. Il dato è riportato da Agipronews.
Naturalmente una quota non rappresenta una previsione certa né misura l’opinione di tutti gli analisti: fotografa semplicemente il mercato delle scommesse in quel determinato momento.
E oggi la Lazio non è alle prese con una corsa per evitare la retrocessione: dopo cinque giornate è in testa alla classifica, insieme a Roma e Inter.
Il rimpianto è diventato un lusso
Nessuno può sapere dove arriverà questa Lazio e cinque giornate non bastano per trarre conclusioni definitive sul campionato.
Ma una cosa è già cambiata rispetto alle aspettative della vigilia: il principale rimpianto del momento non è una partita persa o una classifica deficitaria. Sono quei due minuti contro il Milan che hanno impedito alla Lazio di trasformare un ottimo avvio in una vetta solitaria.
Oggi il primo posto è condiviso.
Con due minuti diversi, il quadro avrebbe potuto raccontare un’altra storia.
