La tregua continua ad essere molto lontana in casa Lazio. A poco più di ventiquattro ore dalla conferenza stampa del direttore sportivo Angelo Fabiani, durante la quale il dirigente aveva chiesto esplicitamente al popolo biancoceleste un passo indietro per il bene e il sostegno della squadra, è arrivata la violentissima e ferma replica dei gruppi del tifo organizzato . Con una nota congiunta diffusa attraverso i propri canali social, la Curva Nord ha risposto punto su punto ai vertici di Formello, rigettando al mittente qualsiasi richiesta di ridimensionamento del dissenso e pubblicando un durissimo attacco frontale che riportiamo integralmente:
«Un passo indietro… Non con le nostre gambe! L’intervento di Fabiani in conferenza stampa, pur essendo apprezzabile nelle intenzioni, riteniamo che sia completamente sbagliato nel concetto. Il passo indietro non devono farlo i tifosi! Non sono stati i tifosi ad inasprire la situazione già tesa con la società. Non sono stati i tifosi a disonorare la nostra cazzo di storia. Non sono stati i tifosi a mancare di rispetto a chi per la Lazio ha dato la vita. Non sono stati i tifosi ad ingaggiare romanisti ed a dargli in mano posti cruciali all’interno della società; avevamo chiesto la rimozione del Sig. Floridi, era un passo verso la tifoseria, ed invece è ancora saldo sulla sua poltrona. I campioni più affermati che hanno lasciato la Lazio non sono andati via per colpa dei tifosi, ma tutti lo hanno fatto per colpa del comportamento della società. Le accuse del Sig. Lotito verso la tifoseria, in molti casi trasformatasi in denunce, sono state smentite sia sul campo che nei fatti e addirittura nei tribunali, dove i complotti tanto annunciati si sono rivelati falsi se non costruiti “in casa”. Le rimostranze dei tifosi, tutte, hanno invece poi avuto riscontro positivo. Il passo indietro non lo fa chi ha ragione, il passo indietro deve farlo chi non ha a cuore il bene della Lazio, della sua storia e della sua gente. Staremo sempre vicini al mister ed ai giocatori finché dimostreranno l’attaccamento a questi colori, riempiremo tutti i settori ospiti degli stadi italiani fin quando ci sarà permesso. Nessun ripensamento. Avanti laziali!»
Le parole dei gruppi organizzati non lasciano spazio a interpretazioni e allargano ulteriormente la frattura con la presidenza di Claudio Lotito. Se da un lato viene garantito il massimo supporto alla squadra e all’allenatore (a patto che sul campo venga dimostrato l’attaccamento alla maglia), dall’altro resta confermato il muro contro muro con i vertici societari, con la promessa di riempire i settori ospiti ma senza concedere alcuno sconto tra le mura amiche dello Stadio Olimpico. La palla passa ora nuovamente alla società, ma il clima attorno all’ambiente biancoceleste si preannuncia infuocato.
