SERIE A

Classifica Serie A

Giornata 11
#SquadraPGDRPt
1Lazio11+1629
2Roma11+2127
3Inter10+1325
4Como 190710+1023
5Milan10+921
6Frosinone11+920
7Juventus10+317
8Bologna11+217
9Cagliari11-516
10Napoli11+415
Aggiornata automaticamente · Football-Data

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Il nuovo errore di Lotito: perché i suoi “fatti” non bastano ai laziali

Tra "i fatti" di Lotito e i sentimenti di un popolo: il grande inizio di stagione della squadra di Gattuso non fa tornare i tifosi della Lazio allo stadio Olimpico. E quel paragone sbagliato con Reggio Calabria

Tre partite, tre vittorie e primo posto in classifica. L’avvio di campionato della nuova Lazio targata Gennaro Gattuso è un’iniezione di entusiasmo che mancava da tempo a Formello. Una partenza a punteggio pieno che ha spinto il presidente Claudio Lotito a rompere il silenzio, rivendicando con forza la bontà del proprio operato: “Non fatemi parlare, parlano i fatti per me. Siamo primi in classifica, non basta?”. Una frase tranchant, rilasciata a Il Fatto Quotidiano, che mette a nudo l’ennesimo cortocircuito comunicativo tra la presidenza e la piazza. Se per la società contano solo i numeri, i bilanci e il primato momentaneo, per il popolo laziale la frattura ha radici ben più profonde, che neppure inizio di stagione così può sanare in pochi giorni.
Non si tratta di togliere i meriti a quanto si sta vedendo sul rettangolo verde. Il lavoro di mister Gattuso sta dando frutti insperati in tempi record: la squadra gioca con determinazione, mostra un’ottima mentalità e ha recepito i nuovi dettami tattici, superando anche lo scetticismo estivo e le impostazioni dell’ex maestro Maurizio Sarri. I “fatti” tecnici a cui si appella il patron dicono che la squadra risponde presente, combatte su ogni pallone e sta onorando la maglia. Ma basta questo a cancellare anni di contestazioni? Basta un ottimo avvio a settembre per far dimenticare l’esasperazione di una tifoseria che da tempo accusa la presidenza di aver “svuotato” l’anima del club?

Il paradosso di Reggio Calabria e il “problema” romano

Con le sue ultime dichiarazioni, il senatore ha rincarato la dose con un paragone che ha fatto discutere: “Ogni volta che vado a Reggio Calabria mi portano in trionfo, qui a Roma c’è un problema endemico proprio”. Un parallelismo nato dalla sua recente avventura estiva con la Reggina, dove ha trovato un calore immediato, contrapposto al gelo della Capitale. Liquidare il dissenso romano come un “problema endemico” e “fuori da ogni logica” denota però la mancata comprensione della realtà. A Roma la contestazione non è legata al risultato della domenica, ma a una richiesta di dignità sportiva e alla stanchezza verso una gestione percepita come puramente aziendalistica e priva di sogni. Così come a Reggio Calabria, dove una piazza storica come quella amaranto vive da diverse stagioni il baratro della Serie D e finalmente intravede la luce con l’arrivo di un grosso imprenditore. Insomma, due piazze diverse con due realtà distinte e separate. E’ stato lo stesso Lotito a dirlo: la Lazio è la Lazio, la Reggina è la Reggina. Non è certo a convenienza o momenti alterni che si fanno i paragoni.

Il vuoto dell’Olimpico: una protesta che va oltre il risultato

Mentre sul sito ufficiale del club nelle settimane scorse comparivano lettere per esaltare il legame generazionale del tifo biancoceleste, la risposta della piazza è arrivata con i dati reali: un record negativo di abbonamenti e il doloroso sciopero del tifo che sta lasciando la Curva Nord spoglia e silenziosa. Chi sceglie di restare fuori dallo stadio non lo fa perché non ama la Lazio, ma per preservare la propria dignità, rifiutandosi di validare l’assioma secondo cui “se si vince, va tutto bene”. Anche lo stesso Rino Gattuso ha toccato con mano l’anomalia dell’ambiente, ricordando in conferenza che “il calcio senza tifosi non è calcio”. Il tecnico e i giocatori stanno facendo il massimo isolandosi dalle polemiche esterne, ma sanno che giocare in un Olimpico spettrale resta una ferita aperta per tutti. I successi odierni appartengono ai calciatori che sudano in campo, a un allenatore che sta dando l’anima e a quel popolo laziale che soffre a distanza, riempendo tutta via i settori ospiti quando la squadra gioca lontana da Roma. Reclamare queste vittorie come una rivincita personale sui propri sostenitori è il vero errore strategico di Claudio Lotito. Il campionato è lungo, il primato attuale è una bellissima fotografia, ma la pace sociale non si compra con tre partite. Finché la presidenza considererà il tifoso un cliente da catechizzare a suon di classifiche temporanee e dichiarazioni propagandistiche la distanza rimarrà incolmabile. I fatti parlano, è vero, tre vittorie sono nove punti. Ma i sentimenti della gente laziale non cambiano in poche settimane e quel silenzio dell’Olimpico grida molto più forte.
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