“Dalle campagne social agli articoli sul Tempo, fino ai contatti tra banchieri e giornalisti per alterare il titolo in borsa: potrebbe esserci una “regia unitaria” dietro le pressioni sul presidente-senatore”, è quanto si scrivono i magistrati l’aggiunto Giuseppe Cascini e i pm Lucia Lotti e Lorenzo del Giudice, impegnati nella ricerca degli eventuali “mandanti”, ovvero chi avrebbe beneficiato finanziariamente del crollo del pacchetto azionario biancoceleste. L’ipotesi di reato è pesantissima: manipolazione del mercato, dato che la Lazio è una società regolarmente quotata in Borsa.
L’obiettivo: far crollare il titolo in Borsa e penalizzare la squadra
Tutto questo fango mediatico, veicolato attraverso articoli, indiscrezioni e una forte pressione sui canali social, non sarebbe casuale secondo le ricostruzioni riportate su La Repubblica. Per la Procura l’obiettivo finale era “provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della Ss Lazio s.p.a.”. In parole povere: deprezzare il club in Borsa, allontanare i tifosi dal club e costringere, per sfinimento o convenienza economica, un Lotito isolato a passare la mano. Una situazione in netta evoluzione che rischia di ridisegnare i contorni delle contestazioni societarie degli ultimi tempi.
