Al momento è tutto in fase di discussione, ma Claudio Lotito si sta muovendo nelle aule di Palazzo Madama per provare a cambiare alcune leggi del calcio italiano. Il senatore di Forza Italia ha acquistato in estate la Reggina, con la squadra amaranto sta volando in campionato e la piazza calabrese già lo ama. Una vicenda totalmente opposta rispetto a quella della Lazio: a Roma infatti, nonostante i risultati stiano dando al momento ragione al presidente, continua la pesantissima contestazione dei tifosi con boicottaggio dello stadio e del merchandising ufficiale. Il patron biancoceleste non ha alcuna intenzione di vendere il club capitolino, anzi, con la denuncia presentata alla Procura ha pure bollato come “fake news” tutte le voci relative a possibili nuovi acquirenti per tutelare il marchio quotato in Borsa e tutelarlo da brusche oscillazioni che allontanerebbero investitori.

Abituando a lavorare su due fronti, Lotito è pronto in queste ore a tornare in riva allo Stretto: la squadra allenata da mister Marchionni domenica si gioca uno scontro con una diretta rivale in classifica (la Nuova Igea Virtus) ed una eventuale vittoria spingerebbe gli amaranto alla prima vera fuga in campionato. Salvo impegni o ripensamenti dell’ultima ora, il senatore sarà seduto in tribuna al Granillo per assistere al match. Al suo fianco probabilmente ci sarà anche Francesco Cannizzaro, ex deputato ed attuale sindaco di Reggio Calabria: questo weekend i votanti reggini saranno impegnati nelle elezioni suppletive, ovviamente Forza Italia ha presentato il proprio candidato (Fabio Roscioli), ecco perché la partita oltre che sul terreno di gioco si muoverà anche sulle corsie della politica. Per non dare troppo nell’occhio Lotito è rimasto lontano da questa specifica finestra di elezioni, ma chissà che in futuro non possa rimettersi in gioco puntando a farsi rieleggere senatore proprio in un seggio in Calabria.

In queste ore comunque, come dicevamo in apertura dell’articolo, Lotito sta provando a cambiare qualche norma. A suo parere alcuni vincoli normativi attualmente in vigore finiscono per penalizzare i club della Serie A e spingerli a guardare maggiormente ai mercati stranieri: “vi pare normale che i calciatori in altre leghe possono essere riscattati in qualsiasi momento dell’anno e noi, che siamo scienziati, non possiamo? Se uno costa 10 milioni qui lo paghi più di 12 per l’Iva, poi ce la fideiussione. E’ normale che conviene acquistare all’estero, ci sono meno soldi da anticipare”.

Le parole di Lotito arrivano in un periodo particolarmente delicato per la Lazio, chiamata già per la seconda estate consecutiva ad operare sul mercato con vincoli legati ai parametri economico-finanziari. Il club biancoceleste nell’ultima sessione di trasferimenti ha infatti dovuto rispettare il principio del saldo positivo tra entrate e uscite per poter procedere con nuovi tesseramenti, mentre un anno fa ha avuto il mercato in entrata completamente bloccato. La battaglia del presidente laziale riguarda però un tema più ampio: la necessità di riformare alcune regole del sistema per permettere alle società italiane di adeguarsi alle realtà straniere e tra queste si inserisce anche il discorso della multiproprietà.

A differenza dei campionati esteri, i regolamenti della FIGC vietano in modo assoluto di possedere o controllare due società nello stesso settore professionistico (dalla Serie A alla Serie C). Le multiproprietà storiche ancora attive (come quella della famiglia De Laurentiis con Napoli e Bari) beneficiano di una deroga speciale che scadrà tassativamente il 1° luglio 2028. Entro quella data andrà ceduto un club. Il caso di Lotito è differente perché al momento la Reggina milita in Serie D, quindi non in un campionato professionistico. Nel caso in cui però gli amaranto dovessero conquistare la promozione, allora il patron laziale si troverà nella posizione di dover cedere uno dei due club, senza possibilità di affidarli a parenti fino al quarto grado.

Lotito, supportato da una parte della Lega Calcio, sta portando avanti sottotraccia una battaglia politica per ripristinare e regolamentare le doppie proprietà. La proposta sul tavolo prevede di allineare l’Italia al modello UEFA, trasformando il divieto assoluto in un divieto limitato alla stessa categoria. Sebbene ci siano state storicamente delle aperture da parte della FIGC per ridiscutere la norma in un quadro di riforme più ampio, il fronte istituzionale adesso è molto rigido. Il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha ribadito una linea di totale chiusura a deroghe che possano compromettere la lealtà e l’indipendenza delle competizioni. La situazione è dunque in pieno stallo politico: le regole restano rigide, ma il pressing normativo guidato da Lotito è destinato a intensificarsi nei prossimi mesi.