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Mattei rilancia l’accusa: «In 22 anni Lotito ha usato la Lazio per scopi politici»

Le parole di Stefano Mattei (rilanciate da Radiosei e testate sportive il 9/9/2026) riaprono il dibattito attorno alla gestione di Claudio Lotito, in un contesto già segnato da proteste dei tifosi, comunicati societari e indagini/iniziative parlamentari primaverili.

Stefano Mattei ha dichiarato — in un intervento ripreso da Radiosei e rilanciato da testate come LazioNews24 il 9 settembre 2026 — che «in 22 anni Lotito ha utilizzato la Lazio per i suoi scopi politici». Si tratta di un’accusa netta e formulata pubblicamente: va letta come rilancio di sospetti ormai circolanti nella piazza biancoceleste, non come un fatto giudiziario accertato.

La novità non è tanto nel contenuto dell’osservazione quanto nella fonte che la ripropone. Quando a ribadire sospetti è una personalità riconosciuta nell’ambiente laziale, la questione esce dal perimetro della curva e diventa tema di più ampia rilevanza pubblico‑politica. Il richiamo di Mattei arriva in un clima già teso: nel primo semestre 2026 si sono registrate proteste dei tifosi (con manifesti, ad esempio il 25 febbraio 2026), petizioni con decine di migliaia di firme e una bassa affluenza all’Olimpico, con alcune iniziative ricondotte anche a contorni politici.

La S.S. Lazio, nelle ultime settimane, ha pubblicato comunicati ufficiali atti a smentire indiscrezioni su presunte cessioni e a invitare a riferirsi esclusivamente ai canali istituzionali del club. Anche il presidente Claudio Lotito ha risposto pubblicamente: il 9 settembre 2026, in un’intervista a Il Fatto Quotidiano, ha difeso la propria gestione e ha respinto le critiche provenienti dalla piazza.

Accanto alla dimensione mediatica e popolare, esiste un contesto istituzionale che non va ignorato. In aprile 2026 atti parlamentari e segnalazioni alla Procura di Roma avevano già richiamato l’attenzione su presunte attività tese a destabilizzare la società, e su affissioni/manifeste con contenuti politici; su questi fronti sono in corso attività informative e, secondo la stampa, acquisizioni documentali. Anche in questo caso, tuttavia, le rilevazioni e le indagini non equivalgono a una prova che la proprietà abbia strumentalizzato il club per fini politici.

Il rilancio di Mattei ha dunque valore politico e simbolico: accelera l’attenzione pubblica, dà nuovo ossigeno a una contestazione radicata e obbliga la discussione a spostarsi dal piano degli striscioni e dei cori a quello delle responsabilità pubbliche e della governance. Ma è importante mantenere la distinzione tra un’accusa pronunciata in pubblico e una verità accertata: finché non emergono elementi giudiziari o documentali che lo dimostrino, la formula resta un’allegazione.

Per la Lazio la posta resta duplice: ottenere risultati sul campo e, parallelamente, chiarire la propria immagine verso tifosi, partner e istituzioni. Alla società e alla proprietà spetta ora il compito di rispondere in modo trasparente e circostanziato alle istanze che provengono dalla piazza e dalla politica; così come spettano agli organi inquirenti e istituzionali l’approfondimento delle segnalazioni già depositate. Il dibattito, rilanciato dalle parole di Mattei, continuerà a misurare la distanza fra percezione pubblica e fatto accertato.

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