SERIE A

Classifica Serie A

Giornata 11
#SquadraPGDRPt
1Lazio11+1629
2Roma11+2127
3Inter10+1325
4Como 190710+1023
5Milan10+921
6Frosinone11+920
7Juventus10+317
8Bologna11+217
9Cagliari11-516
10Napoli11+415
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Non se lo aspettava neppure Gennaro Gattuso. Quello che era stato annunciato come un calciomercato bloccato e dalle poche sorprese, si è invece rivelato mirato e funzionale al miglioramento della rosa. Non solo la Lazio ha rinforzato l’undici titolare rispetto allo scorso anno, ma ora si è anche garantita una buona copertura in panchina. Nel post Venezia è stato lo stesso Ringhio a sottolineare questo aspetto con un focus specifico sui centrali di difesa: “ne ho quattro che sono tutti forti e titolari. Ora sta a me fare meno errori possibili”, ha affermato in conferenza stampa. Šutalo, Provstgaard, Doekhi e Diogo Leite il pacchetto difensivo si è dimostrato il vero segreto di queste prime gare di campionato.

Il capolavoro della società si è consumato in estate, ridisegnando completamente il pacchetto arretrato con quattro profili complementari, moderni e fisici. Contro il Venezia la coppia d’oro è stata quella composta da Šutalo e Provstgaard, che dopo le difficoltà del primo tempo ha avuto la forza mentale di ricomporsi nella ripresa e disinnescare i pericoli lagunari nel momento di massima sofferenza. Ma la vera forza di questa Lazio è che alle loro spalle scalpitano Doekhi e Diogo Leite, giocatori che in quasi tutte le altre squadre di Serie A partirebbero con la maglia numero uno assicurata. Gattuso si ritrova così tra le mani una batteria di centrali interscambiabili, che permette alla squadra di non perdere mai centimetri, aggressività e qualità nell’impostazione, a prescindere da chi scenda in campo.

La metamorfosi tattica di Ringhio

Non è solo una questione di singoli, ma di assetto e mentalità. Nella ripresa del Penzo si è vista l’evoluzione tattica che Gattuso sta cucendo addosso a questa squadra. I centrali non si limitano più a coprire l’area, ma si muovono quasi da “braccetti” di una linea a tre camuffata (con Belahyane che si abbassa), permettendo ai terzini di spingere a tutta fascia e garantendo coperture preventive feroci. Una fluidità che toglie punti di riferimento agli avversari e che permette alla Lazio di difendere aggredendo in avanti. Il dato sui gol subiti e sulle occasioni concesse parla chiaro: questo non è un primato casuale, è un successo costruito sulla solidità delle idee.
Avere quattro titolari per due posti è il classico “problema felice” per un allenatore, soprattutto per un profilo come quello di Gattuso. La sua trasparenza nelle gerarchie e la durezza nella gestione dello spogliatoio stanno trasformando la concorrenza interna in benzina pura. Tutti si sentono coinvolti e quando vengono chiamati in causa danno il massimo perché sanno che possono guadagnarsi un posto importante. Il pacchetto arretrato quindi non trema più e ha finalmente convinto tutti, questa Lazio ha le spalle larghissime e può lavorare con la convinzione di essere lo spauracchio della situazione.

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