SOZZA, IL RIGORE NEGATO ALL’INTER RICORDA QUELLO DELLA LAZIO

 

Un episodio di ieri che riapre una ferita di quattro anni fa. È questo il filo conduttore che lega Inter-Napoli a quella Lazio-Napoli del 2022 che i tifosi biancocelesti difficilmente hanno dimenticato.

 

A San Siro l’Inter protesta per un possibile fallo di mano di Lobotka nell’area del Napoli. L’arbitro Simone Sozza lascia correre e il VAR non interviene. Un episodio sul quale le immagini non consentono di raggiungere una certezza assoluta sull’effettivo contatto tra pallone e braccio, ma che scatena comunque le proteste nerazzurre.

 

Ed è proprio qui che, per i tifosi della Lazio, scatta il ricordo.

QUELLA VECCHIA SERATA ALL’OLIMPICO

Era il 3 settembre 2022 quando la Lazio affrontava il Napoli all’Olimpico. La squadra di Sarri era passata in vantaggio con Zaccagni, prima della rimonta partenopea firmata da Kim e Kvaratskhelia.

 

Ma tra gli episodi più discussi di quella partita c’era soprattutto quello che coinvolse Manuel Lazzari e Mario Rui.

 

Il laziale entra in area e viene fermato dall’intervento del difensore del Napoli, che allarga il braccio con il gomito alto. Lazzari finisce a terra e dalla panchina e dal campo parte immediatamente la richiesta di calcio di rigore.

 

Sozza lascia proseguire.

 

Il VAR, allora diretto da Fabbri, non richiama l’arbitro al monitor e il penalty non viene concesso. Anche le moviole dell’epoca considerarono l’episodio quantomeno fortemente discutibile, con il Corriere dello Sport che lo giudicò da rigore.

QUATTRO ANNI DOPO, ECCO IL NUOVO EPISODIO

Passano quattro anni e la storia torna a sfiorare Sozza.

 

Questa volta non c’è la Lazio, ma l’Inter. E dall’altra parte c’è ancora il Napoli.

 

Barella contende il pallone a Lobotka nell’area partenopea. Il centrocampista slovacco ha il braccio largo e i nerazzurri reclamano immediatamente il penalty.

 

Sozza dice ancora una volta di proseguire.

 

Il VAR verifica l’azione ma non interviene. Il problema, secondo le analisi della moviola, è che le immagini non chiariscono in maniera definitiva se il pallone abbia effettivamente colpito il braccio di Lobotka. Proprio questa incertezza impedisce di considerare l’episodio come un rigore indiscutibile.

LAZIO E INTER: DUE EPISODI DIVERSI, LO STESSO RICORDO

Ed è qui che il paragone diventa inevitabile.

 

Lazzari-Mario Rui nel 2022.
Barella-Lobotka nel 2026.

 

Due episodi differenti nella dinamica, ma accomunati da alcuni elementi: il Napoli coinvolto, una squadra avversaria che reclama il calcio di rigore, Sozza chiamato a decidere e il VAR che non porta a una revisione della decisione presa in campo.

 

Per la Lazio, dunque, quello che è accaduto a San Siro non rappresenta semplicemente una nuova polemica arbitrale.

 

È il ricordo di un episodio già vissuto.

 

Quello di Lazzari, Mario Rui e di un rigore che all’Olimpico non arrivò.

NESSUNA SENTENZA, MA UNA COINCIDENZA CHE FA DISCUTERE

È importante non andare oltre ciò che i fatti permettono di sostenere.

 

Non si può affermare che Sozza abbia un atteggiamento sistematico nei confronti del Napoli. I due episodi, da soli, non consentono una conclusione del genere.

 

Si può però osservare una coincidenza concreta: in due partite contro il Napoli, a quattro anni di distanza, Sozza si è trovato al centro di proteste per un calcio di rigore richiesto dalla squadra avversaria e non concesso.

 

Nel 2022 fu la Lazio.

 

Nel 2026 è stata l’Inter.

 

E proprio per questo, quando a San Siro è arrivata la protesta nerazzurra per il possibile fallo di mano di Lobotka, nella memoria dei tifosi laziali è tornata immediatamente quella sera dell’Olimpico.

 

Perché nel calcio gli episodi passano.

 

Ma alcuni restano nella memoria.