Gianni De Biasi, allenatore di calcio ed ex centrocampista italiano, in collegamento a “9 GENNAIO 1900”, servizio radiofonico di “RadioSei”, ha rilasciato importanti dichiarazioni riguardo il buon momento che sta vivendo la Lazio di Gennaro Gattuso e la contestazione dei tifosi contro la presidenza di Claudio Lotito. L’allenatore opinionista ha voluto rimarcare il suo dissenso nei confronti della protesta, che, a sua detta, dovrebbe terminare, visto il buon momento della squadra biancoceleste. Di seguito, le sue parole:
“La contestazione dei tifosi? Queste cose le vedo male. Capisco che ci possano essere aspettative mancate, ma oggi la Lazio si trova in una posizione di classifica che nessuno poteva ipotizzare. Questo tiare la corda da una parte e dall’altra non portano vantaggi nell’economia del campionato. Servirebbe una sorta di ‘armistizio’ tra le parti, bisognerebbe riconoscere alla squadra i propri meriti”
Ormai tutti possono parlare della Lazio, e in molti lo fanno senza saperne le reali dinamiche interne. La contestazione contInua indipendentemente dai risultati sportivi perché è iniziata proprio da questo principio. I colpevoli non sono i risultati, ma le ambizioni e quelle le presuppone la società. Cinque partite giocate bene non nascondono due anni di assoluta mediocrità, sul calciomercato e sui risultati finali in classifica.
I veri tifosi della Lazio, così come quelli di qualsiasi squadra di campionato, sono consci della forza della loro piazza. E lo sono altrettanto per capire quando si può fare di più. I tifosi dell’Udinese, prendiamo a esempio, non scendono in piazza se arrivano decimi, perché sanno che il loro obiettivo è quello. Scendono in piazza se retrocedono, perché sanno che non è un territorio che gli compete.
La Lazio nella stagione 2022/23 è riuscita ad arrivare seconda in campionato. Con calciatori del calibro di Ciro Immobile, Luis Alberto e Milinkovic-Savic nella propria rosa. Le aspettative per l’anno seguente non erano di gloria eterna. Non ci si aspettava lo scudetto. Ma, per lo meno, se andavano ceduti quei tre, sostituirli meglio sarebbe stato almeno l’ABC.
E invece no, si è puntato sulla sostenibilità, sul pareggio sicuro. “Siamo arrivati secondi, speriamo che comprando scommesse confermiamo almeno il posizionamento Champions”. Questo atteggiamento arrendevole non può rispecchiare una delle società storiche del calcio italiano. La protesta continua per ambizione, non per risultatismo.
