“Daniele Capezzone adesso fa il moralizzatore, ma il destino fa strani giri”: è quanto scrive sulla propria pagina Facebook il giornalista Sigfrido Ranucci, che ha commentato le indagini avanzate dalla procura di Roma su una possibile “regia unitaria” organizzata per spingere il presidente Claudio Lotito a vendere la Lazio. L’ex conduttore di Report accende i riflettori soprattutto sulla figura di Luigi Bisignani, faccendiere del Tempo, quotidiano appunto diretto da Capezzone. Ranucci commenta riprendendo alcuni virgolettati pubblicati dai quotidiani nei giorni scorsi: “i carabinieri avrebbero già riscontrato contatti ‘non occasionali’ negli ultimi due anni tra Maiolini (amministratore delegato della Banca del Fucino, ndr) e Bisignani, alcuni contatti tra Masi (capo della Banca del Fucino, ndr) e lo stesso Bisignani e una serie di telefonate e ‘insistiti tentativi di chiamata’ tra Maiolini e Bisignani che si sarebbero concentrati proprio a ridosso della preparazione e della pubblicazione degli articoli”.

Ranucci non ci sta e attacca il direttore del Tempo: “Capezzone ha dedicato al sottoscritto centinaia tra articoli e post di attacchi, insulti, fango. Ma alla fine eccolo, il grande “moralizzatore”, che si ritrova a dirigere un giornale sospettato di aver ospitato articoli tutt’altro che disinteressati, anzi addirittura tasselli di un presunto disegno criminoso. Ma il destino fa degli strani giri: Bisignani, anni fa, fu coinvolto nell’inchiesta P4, indovinate con chi? Con Valter Lavitola. Ce ne sarebbe, di materiale per una bella inchiesta giornalistica di Capezzone, e che magari la racconti nei programmi Rai dove è invitato. Ma credo aspetteremo invano”.