Lazio, a Udine il centrocampo cambia pelle: Belahyane, Taylor e Frattesi chiamati alla prova del 9

 

6 punti in 2 partite, nessun gol subito e un avvio di campionato che ha restituito entusiasmo all’ambiente biancoceleste. La Lazio arriva alla sfida di Udine nelle migliori condizioni possibili dal punto di vista dei risultati, ma con un problema che Gennaro Gattuso non può ignorare: gli infortuni hanno modificato gli equilibri del centrocampo.

La sfida di lunedì sera al Bluenergy Stadium diventa così anche un esame per le alternative della rosa. Le indicazioni della vigilia convergono su una soluzione precisa: Reda Belahyane davanti alla difesa, Kenneth Taylor e Davide Frattesi ai suoi lati.

Belahyane, una responsabilità diversa

L’infortunio di Nicolò Rovella costringe Gattuso a cambiare interprete in una posizione particolarmente delicata.

Il marocchino ha già avuto modo di entrare in campo dopo l’uscita del compagno contro il Genoa e ora si prepara, salvo sorprese, a partire dall’inizio. Non si tratta semplicemente di sostituire un giocatore con un altro: Belahyane dovrà assumersi la responsabilità di dare una prima direzione alla manovra, offrendo un punto di riferimento ai difensori e ai due centrocampisti che agiranno più avanti.

È probabilmente questo il primo interrogativo tattico della gara: quanto riuscirà la Lazio a mantenere i propri meccanismi abituali cambiando il principale interprete della costruzione?

Le probabili formazioni pubblicate alla vigilia indicano proprio Belahyane nel cuore del 4-3-3.

Taylor-Frattesi, due caratteristiche complementari

Accanto al marocchino dovrebbero esserci Taylor e Frattesi.

Il compito dell’olandese sarà soprattutto quello di garantire continuità alla circolazione del pallone e collegare i diversi momenti della manovra. Frattesi, invece, può rappresentare la variabile più verticale del terzetto: la sua capacità di attaccare gli spazi consente infatti alla Lazio di non trasformare l’assenza di Rovella in una rinuncia alla pericolosità offensiva.

E proprio Frattesi arriva alla partita con un dato che racconta meglio di qualsiasi aggettivo il suo impatto sull’inizio della stagione: ha segnato nelle prime due giornate, contribuendo alle vittorie contro Bologna e Genoa. La sua rete contro i rossoblù è arrivata dopo quella realizzata all’esordio contro il Bologna.

Il dato, però, non deve trasformarsi in un’etichetta. A Udine Frattesi non sarà chiamato soltanto a cercare la porta: dovrà anche aiutare il nuovo equilibrio del centrocampo, soprattutto nei momenti in cui la Lazio perderà palla e dovrà ricomporre rapidamente le distanze.

L’emergenza non riguarda un solo giocatore

Il problema per Gattuso non è rappresentato soltanto dall’assenza di Rovella.

Le informazioni disponibili alla vigilia indicano infatti tra gli indisponibili anche Dele-Bashiru, Cataldi, Marusic e Patric. La loro assenza riduce ulteriormente le possibilità di rotazione dell’allenatore.

La differenza, però, va sottolineata: non tutti incidono sullo stesso reparto. Rovella, Dele-Bashiru e Cataldi rappresentano l’emergenza specifica della zona centrale, mentre Marusic priva Gattuso di un’opzione importante sulla fascia destra.

È una distinzione importante perché fotografa meglio il problema: la Lazio non ha perso soltanto un titolare, ma parte delle alternative con cui avrebbe potuto gestire una fase iniziale della stagione particolarmente intensa.

Floriani Mussolini, un’altra conferma dettata dalle necessità

L’assenza di Marusic dovrebbe lasciare nuovamente spazio a Romano Floriani Mussolini sulla corsia destra.

Anche in questo caso Gattuso non sembra intenzionato a stravolgere il sistema. Le indicazioni attuali confermano il 4-3-3, con Floriani Mussolini nel quartetto difensivo e il trio Belahyane-Taylor-Frattesi davanti alla difesa.

La scelta suggerisce una linea precisa da parte dell’allenatore: modificare gli interpreti senza modificare, almeno in partenza, l’identità tattica della squadra.

Il vero test sarà la gestione della partita

Il punto centrale della trasferta di Udine non sarà necessariamente capire se Belahyane riuscirà a giocare una buona partita.

La domanda più interessante riguarda il comportamento collettivo.

Con un regista diverso, la Lazio dovrà trovare nuovi automatismi nella prima costruzione. Taylor e Frattesi dovranno capire quando abbassarsi e quando accompagnare l’azione. Gli esterni saranno chiamati a offrire linee di passaggio sufficienti per evitare che Belahyane venga isolato.

Sarà soprattutto la distanza tra i reparti a raccontare quanto la squadra sia riuscita ad assorbire l’emergenza.

Una Lazio ancora a punteggio pieno

Il contesto, comunque, resta positivo.

La Lazio ha conquistato sei punti nelle prime due giornate e ha mantenuto la porta inviolata in entrambe le occasioni. Anche l’Udinese è ancora imbattuta, rendendo la sfida del Bluenergy Stadium un confronto tra due squadre che hanno iniziato il campionato senza conoscere la sconfitta.

Per Gattuso sarà quindi una prova particolarmente interessante: non tanto perché la Lazio debba dimostrare di essere già arrivata a una configurazione definitiva, quanto perché dovrà dimostrare di saper rimanere fedele ai propri principi anche quando gli uomini a disposizione cambiano.

A Udine il centrocampo avrà un volto diverso.

Belahyane dovrà dare ordine, Taylor equilibrio, Frattesi profondità.

Se il nuovo triangolo riuscirà a funzionare, l’emergenza potrebbe trasformarsi in un’opportunità: quella di capire quanto sia realmente profonda la rosa biancoceleste.