La Lazio di Gennaro Gattuso continua a volare in vetta alla classifica di Serie A, condividendo la prima posizione in un entusiasmante testa a testa con l’Inter. Un avvio di stagione straordinario che ha riacceso nei corridoi di Formello e tra i tifosi una parola che non si pronunciava da anni: Scudetto. L’ultima volta che il popolo biancoceleste ha assaporato l’ebbrezza del primo posto era l’era di Simone Inzaghi, protagonista di quella clamorosa cavalcata nel 2020 spezzata sul più bello solo dallo scoppio della pandemia.
Proprio l’ex tecnico laziale, oggi alla guida dell’Al-Hilal, ha commentato il momento d’oro dei capitolini in un’intervista esclusiva concessa ai taccuini de Il Messaggero, spendendo parole al miele per il lavoro del suo collega allenatore e tracciando un parallelo romantico con il suo passato.

Il paragone: questa Lazio ha lo stesso DNA del 2020

“Devo ammettere che questa squadra assomiglia moltissimo alla mia” – ha confessato Inzaghi – “ha caratteristiche morali e tecniche molto simili. La vera forza sta nel gruppo, nella capacità di isolarsi dal resto del mondo esterno”. Nelle parole dell’ex allenatore riaffiorano i ricordi della notte che sancì il primato in classifica: “non posso dimenticare il 2-0 contro il Bologna che ci regalò la vetta. Un Olimpico straboccante di gioia, una festa collettiva che sembrava non dover finire mai”. Un sogno interrotto bruscamente dallo scoppia della pandemia Covid: “C’è un rimpianto che mi porterò dentro per sempre: come sarebbe andata a finire senza quella catastrofe?”.

Il focus: il confronto dopo 8 giornate

Per capire quanto il paragone di Simone Inzaghi sia calzante, siamo andati ad analizzare i numeri. Mettendo a confronto la Lazio di Gattuso dopo le prime 8 giornate di campionato con la corazzata di Inzaghi della stagione 2019/20, emerge un dato sorprendente: l’avvio dell’attuale gestione è addirittura più solido e continuo. Nell’anno della grande striscia vincente, la Lazio di Inzaghi faticò a carburare nelle prime otto partite (raccogliendo appena 12 punti frutto di 3 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte, tra cui i KO con Spal e Inter). Al contrario, la squadra di oggi ha mostrato una maturità immediata, capitalizzando gli scontri diretti e trovando una coesione difensiva e una ferocia sottoporta che la proiettano meritatamente al comando. Se la squadra del 2020 divenne una macchina da guerra col passare dei mesi, quella di Gattuso è per il momento partita col piede giusto.

Inzaghi e i colori biancocelesti: un amore eterno

Nonostante la distanza geografica, Inzaghi continua a seguire la sua vecchia squadra: “Non so come si concluderà questo campionato, ma questa Lazio sta regalando emozioni fortissime. Io al club biancoceleste devo tutto: non dimentico i trionfi ma anche i momenti più difficili in cui abbiamo fatto quadrato. Ventidue anni tra campo e panchina non si cancellano, la Lazio sarà sempre nel mio cuore”. Il verdetto dell’ex allenatore ancora molto amato a Roma è chiaro: lo spogliatoio unito è il vero segreto e la Lazio di Gattuso ha tutta l’intenzione di continuare a sognare in grande.