Calcio, chi sono davvero i proprietari? Lo studio sui club con assetti poco trasparenti

Una ricerca su oltre 250 società italiane mostra quanto sia difficile, in alcuni casi, risalire alle persone che controllano un club. Gli autori parlano di un legame statistico con sanzioni sportive e indagini, non di prove di illeciti.

Lo studio è firmato da Francesco Addesa (Leeds Beckett University) e Michele Riccardi (Università Cattolica e Transcrime) ed è uscito nel 2026 sul Journal of Economic Criminology. Ha esaminato i club delle prime quattro categorie, dalla Serie A alla Serie D, ricostruendone le catene di controllo.

Il primo dato riguarda la trasparenza. Quasi il 10% delle società risulta controllato da fondi, fondazioni, trust o fiduciarie che non permettono di identificare le persone fisiche titolari. Nelle imprese dell’Unione europea la quota citata dagli autori è dell’1,45%. Lo studio rileva inoltre catene societarie lunghe, holding e passaggi in giurisdizioni con elevata riservatezza finanziaria, tra cui Stati Uniti, Lussemburgo e Svizzera. Sono strutture legittime, ma rendono più complesso verificare chi controlla il club e da dove arrivano i capitali.

Il secondo dato riguarda le sanzioni. Tra i 17 club con questo tipo di proprietà nel 2022-23, il 29,4% ha subito penalizzazioni nelle tre stagioni successive, contro il 9,7% degli altri. Le esclusioni dal campionato sono state il 29,4% contro il 12,1%. Si tratta di sanzioni per irregolarità amministrative, come stipendi, tasse o contributi non pagati, che di per sé non sono reati.

Sul piano giudiziario, il 52,9% dei club con proprietà opaca è stato collegato a indagini riportate dalla stampa, contro il 5,6% degli altri. Le fonti sono articoli e comunicati, e gli autori precisano di non aver potuto verificare gli esiti dei procedimenti. Un’indagine non equivale a una responsabilità accertata.

Gli autori mettono in evidenza i limiti. Quella trovata è una correlazione: non è dimostrato se l’opacità favorisca le irregolarità o se club già in difficoltà attirino investitori poco trasparenti. Inoltre il gruppo di società con proprietà opaca è piccolo, e questo rende meno solide le percentuali.

Sul piano delle proposte, lo studio suggerisce che le istituzioni del calcio tengano un registro dei titolari effettivi dei club delle prime quattro serie. Dal luglio 2029 le società professionistiche e gli agenti rientreranno tra i soggetti obbligati dalla normativa europea antiriciclaggio.

Fonte: Addesa e Riccardi, “The dark side of the ball”, Journal of Economic Criminology, 2026