Tra passato e presente, la Lazio assapora una nuova consapevolezza: l’ex presidente Sergio Cragnotti torna a parlare della squadra e celebra la crescita di Tavares, mentre riconosce a Gennaro Gattuso un cambio di passo che sta rapendo i tifosi in questo tempo.
Il commento di Cragnotti su Tavares va oltre la corsa e la spinta sulle fasce: per lui il terzino portoghese rappresenta una risorsa che incarna una certa idea di Lazio, capace di alzare l’asticella tecnica della squadra e di dare alla fascia sinistra una presenza costante e affidabile. Non si tratta di un semplice elogio, ma di una lettura che collega il presente al dna biancoceleste, dove le intuizioni di scouting hanno trovato un equilibrio con la crescita generale della squadra.
Secondo quanto riportato da www.lazionews24.com, Cragnotti ha definito Tavares un giocatore da Real Madrid: «E’ da Real Madrid! Gli vanno fatti solo i complimenti». Una frase forte che racconta non solo una singola prestazione, ma la sensazione di avere tra le mani un talento che può crescere ancora nel contesto laziale, accompagnando una fase in cui il club sta dimostrando una capacità di lettura tattica e fisica del gioco che mancava da tempo.
La seconda parte della fotografia è dedicata a Gattuso. Cragnotti vede nel tecnico calabrese un elemento decisivo per la trasformazione in corso: ha completamente cambiato il modo di fare calcio all’interno dello spogliatoio e ha introdotto una mentalità più pragmatica senza rinunciare alla qualità. È una lettura che va oltre la semplice valutazione di risultati: è l’indicazione che la Lazio sta costruendo una nuova identità, fondando la crescita su un’organizzazione di gioco più chiara e su una dinamica di gruppo che prima sembrava mancare.
In questa cornice, i giudizi di Cragnotti diventano una lente per leggere il presente. Tavares emerge non solo come protagonista di una fascia dinamica, ma come simbolo di una Lazio che torna a fidarsi delle proprie certezze: compattezza, intensità e una capacità di leggere la partita in anticipo. E Gattuso finisce per essere l’architetto di questa ricostruzione, con un lavoro quotidiano che sembra restituire ai biancocelesti una disponibilità a pressare alto, a muoversi con intelligenza e a costruire azioni dall’equilibrio tra linea difensiva e centrocampo.
Questa narrazione, operata da Cragnotti e sposata dall’osservatore esterno, tratteggia una stagione che ha già una propria anima: una Lazio che ha ritrovato fiducia al di là dei mezzi tecnici specifici, grazie a una fascia che corre, a un reparto arretrato che regge e a un modello tattico che sta prendendo forma. Non si tratta di un errore di valutazione o di una boutade estiva, ma di una lettura condivisa da chi ha vissuto quei giorni memorabili e da chi oggi osserva la squadra con curiosità e attesa.
Con una stagione ancora in corsa e una crescita che sembra consolidarsi, la Lazio appare meno esposta all’emotività del momento e più orientata a una continuità che possa trasformare la fiducia in risultati concreti. Cragnotti parla da storico, ma il contesto racconta una realtà giovane: Tavares sta crescendo verso una dimensione su cui la società, in collaborazione con Gattuso, può costruire il prossimo tratto di una storia biancoceleste che ha già dimostrato di saper risorgere.
