“Sogno l’Olimpico pieno di tifosi“. Gattuso parla così, ai microfoni di Sky Sport, alla vigilia di Udinese – Lazio. Il tecnico calabrese ha toccato uno dei nervi scoperti più dolorosi di questa prima parte di stagione biancoceleste: il rapporto tra tifo e società. La squadra, sul campo, ha risposto nel migliore dei modi, vincendo entrambe le partite disputate. Ora, la società dovrebbe avvicinarsi ai propri fan.
Lazio in un limbo: tifosi e Lotito agli antipodi. Gattuso riflette
La Lazio si trova in un vero e proprio limbo, difficilmente risolvibile. Da una parte troviamo il Tifo Organizzato, con la loro protesta contro l’assenza dirigenziale. D’altra, Claudio Lotito e Angelo Fabiani, che stanno invitando i tifosi al rientro allo Stadio, pur avendoli insultati per un’estate intera. E in mezzo, a pagarne le conseguenze, ci sono allenatore e giocatori.
Qui nasce una profonda riflessione: può esistere una contestazione senza l’abbandono della squadra? Certo. I tifosi della Lazio non hanno mai abbandonato la squadra, infatti sono sempre presenti nelle trasferte, proprio a rimarcare che la distanza siderale si è manifestata con la società, non con i giocatori; non esenti da colpe, ma comunque con responsabilità — concedetemi — marginali.
Le parole di “ringhio”: il tramite di Lotito
E allora, in questo contesto, interviene Gattuso. Forse con un po’ di credibilità in più rispetto all’esordio contro il Mantova in Coppa Italia. Il tecnico ha dichiarato:
“Sarei ipocrita a dire che non pesa il clima ambientale. Pesa, è un dato di fatto, giocare in uno stadio bello come l’Olimpico e non avere i tuoi tifosi che ti appoggiano, non poter andare sotto la curva dopo un gol o finanche sentire i fischi quando le cose vanno male. Il calcio senza tifosi non è calcio. È un altro sport. Ma sapevo che c’erano queste difficoltà”
Insomma, il tifo resta fuori e la società dentro. A fare da tramite tra i due mondi ci sono allenatore e giocatori. Gattuso non chiede una pace malsana, ma sostegno anche in casa. Per lo meno, lo sta chiedendo a tutti, senza fare appelli. Le classiche frasi di circostanza, certo. Ma un tecnico arrivato appena pochi mesi fa, cos’altro può dire di più?
