ROCCA CONTRO LOTITO: LA ROTTURA RACCONTATA AL CORRIERE, TRA POSTURA, TELEFONATE VIRALI E UNA REPLICA PRECEDENTE

 

Il governatore del Lazio ricostruisce mesi di tensione con il presidente della Lazio. Ma dietro le sue parole c’è anche un elemento che merita cautela: la frase più dura attribuita a Lotito potrebbe essere collegata a una conversazione privata, ma le informazioni pubblicamente disponibili non consentono di stabilirlo con certezza.

La distanza tra Francesco Rocca e Claudio Lotito è ormai evidente. Nell’intervista al Corriere della Sera, il presidente della Regione Lazio racconta la propria versione della rottura e del rapporto sempre più difficile tra il presidente della Lazio e una parte della tifoseria.

Una posizione già espressa, in termini simili, il giorno precedente a Il Foglio, dove Rocca aveva parlato della “postura” di Lotito e del suo modo di rapportarsi con il pubblico biancoceleste.

UNA ROTTURA CHE ROCCA FA RISALIRE A MAGGIO

Secondo il governatore, i rapporti con Lotito si sarebbero interrotti a maggio, dopo un tentativo di confronto.

Rocca racconta di aver cercato di spiegare al presidente della Lazio che, a suo giudizio, la protesta non riguardava più soltanto gli ultras, ma coinvolgeva una fascia più ampia della tifoseria, comprese famiglie che avrebbero progressivamente smesso di frequentare l’Olimpico.

È questa la lettura di Rocca: una contestazione che avrebbe ormai superato i confini della curva.

NESSUN “DISEGNO” CONTRO LOTITO

Il governatore respinge inoltre l’interpretazione politica della protesta.

Secondo Rocca, la contestazione non sarebbe riconducibile a un’operazione contro il centrodestra. Ricorda la candidatura parlamentare di Lotito sostenuta da Silvio Berlusconi e sostiene che le attuali difficoltà deriverebbero invece dalle scelte e dagli atteggiamenti dello stesso presidente della Lazio.

Anche in questo caso si tratta della ricostruzione fornita da Rocca. Il Foglio riporta infatti il suo riferimento alla candidatura di Lotito legata alla popolarità acquisita come presidente della Lazio e la sua critica alla “postura” del presidente biancoceleste.

IL NODO DELLA TELEFONATA: UN’IPOTESI DA TRATTARE CON CAUTELA

È probabilmente uno dei passaggi che richiede maggiore cautela.

Rocca attribuisce a Lotito un’espressione particolarmente dura nei confronti dei tifosi laziali e della “storia” del club. Da qui nasce l’ipotesi che quelle parole possano essere state pronunciate durante una conversazione privata successivamente finita sui social.

Il problema è che esiste un precedente molto simile, ma proprio quel precedente è stato contestato dallo stesso Lotito.

Nel marzo 2026 era infatti circolata online una telefonata attribuita al presidente della Lazio e a un tifoso, nella quale venivano affrontati diversi temi relativi alla squadra, alla gestione tecnica e alla protesta per lo stadio vuoto.

Il 5 marzo, uscendo dall’audizione della Commissione Antimafia, Lotito venne interpellato dai cronisti proprio sulla telefonata. La sua risposta fu netta: «Le telefonate che sentite voi non le conosco. Parole mie? No, sono parole che vengono diffuse con la mia voce, è diverso».

La vicenda fu quindi raccontata da diverse testate come una telefonata di Lotito con un tifoso, ma il diretto interessato ne contestò la paternità, sostenendo che si trattasse di parole diffuse utilizzando la sua voce. Anche il riferimento alla telefonata come contenuto autenticamente riconducibile a Lotito deve quindi essere trattato con cautela.

Questo elemento modifica sensibilmente il valore del precedente.

Non può essere infatti utilizzato come conferma dell’ipotesi secondo cui la frase richiamata da Rocca proverrebbe da una telefonata privata. Al contrario, proprio perché Lotito ha contestato la paternità di quella conversazione, il suo contenuto rimane controverso.

Esiste inoltre un altro precedente, risalente al 2025, relativo a un audio attribuito a una conversazione telefonica di Lotito. Anche in quel caso la diffusione della registrazione aveva generato contestazioni sull’origine e sulle modalità con cui era stata resa pubblica.

Alla luce di questi elementi, non è possibile stabilire se la frase citata da Rocca provenga effettivamente da una telefonata privata, da uno degli audio circolati online o da una conversazione completamente diversa.

La presunta origine privata della frase resta quindi un’ipotesi e non un fatto accertato.

MINACCE E VIOLENZA: LA CONDANNA DI ROCCA

Su un punto, però, la posizione di Rocca è netta.

Il presidente della Regione Lazio condanna le minacce e gli episodi di violenza denunciati da Lotito, con particolare riferimento a quelli che avrebbero coinvolto i suoi familiari.

Allo stesso tempo, il governatore introduce una propria valutazione sul clima complessivo della contrapposizione tra il presidente della Lazio e una parte della tifoseria.

Rocca richiama infatti anche il tema della reciprocità dei toni e utilizza nell’intervista il termine “scriminante” riferendosi agli insulti rivolti a Lotito.

Si tratta della valutazione espressa da Rocca nell’intervista e non di una conclusione giuridica contenuta nel servizio.

ROCCA: “NON TORNO ALLO STADIO”

Il governatore rivendica il proprio legame personale e familiare con la Lazio, ma afferma di non voler tornare all’Olimpico finché, a suo giudizio, la proprietà non mostrerà maggiore rispetto verso il pubblico.

Rocca respinge inoltre le accuse di parzialità verso le due società romane, ricordando anche il proprio impegno istituzionale sul progetto del nuovo stadio della Roma.

LA REPLICA DI LOTITO

Lotito aveva parlato al Corriere della Sera già il 17 settembre.

Nella sua intervista aveva affrontato diversi temi della vicenda: l’inchiesta della Procura sulle presunte pressioni per spingerlo a cedere la Lazio, le minacce ricevute negli ultimi anni e la possibilità di scusarsi per alcune scelte tecniche del passato.

Al momento, però, non risulta una risposta pubblica specifica alle nuove dichiarazioni di Rocca sulla “postura”, sulle “baracconate” e sul rapporto con la tifoseria.

IL RETROSCENA SUL LORO RAPPORTO

Un ulteriore elemento arriva da una ricostruzione di Repubblica, secondo cui Rocca e Lotito sarebbero stati in passato molto vicini e avrebbero persino trascorso insieme un Capodanno.

Il retroscena, attribuito a persone vicine ai due e non direttamente confermato dai protagonisti, descrive un rapporto personale più stretto di quanto potrebbe suggerire la frattura attuale.

Se confermato nei suoi dettagli, aggiungerebbe quindi un ulteriore tassello alla storia dei rapporti tra il governatore e il presidente della Lazio.

DUE VERSIONI, UNA FRATTURA

La fotografia che emerge è quella di una rottura raccontata soprattutto attraverso la versione di Rocca.

Il governatore sostiene che la protesta abbia ormai coinvolto una parte più ampia della tifoseria, critica il rapporto instaurato da Lotito con il pubblico e rivendica la propria scelta di non tornare allo stadio.

Lotito, nelle sue precedenti dichiarazioni, ha invece posto l’accento sulle minacce ricevute, sull’inchiesta e sulla gestione della società, mostrando un’apertura alle scuse limitata ad alcuni aspetti tecnici del passato.

Resta inoltre da verificare l’eventuale collegamento tra la frase attribuita da Rocca a Lotito e una conversazione privata. E proprio il caso della telefonata del marzo 2026 invita alla prudenza: quella conversazione è stata diffusa e ampiamente raccontata, ma Lotito ne ha contestato la paternità.

È questa distinzione tra dichiarazioni pubbliche, conversazioni private, ricostruzioni giornalistiche e contenuti contestati che permette di leggere la vicenda senza confondere ciò che è stato dichiarato con ciò che, al momento, resta da verificare.

Articolo basato sulle interviste di Francesco Rocca al Corriere della Sera e a Il Foglio e di Claudio Lotito al Corriere della Sera del 17-18 settembre 2026, integrate con fonti giornalistiche relative ai precedenti episodi citati nel testo.