La Lazio di Gennaro Gattuso è partita fortissimo in campionato. Dopo appena quattro gare di campionato, i biancocelesti si ritrovano terzi in classifica con 10 punti, su 12 disponibili. Uno scenario inaspettato, viste le condizioni di fine campionato scorso e dell’esordio contro il Mantova. Ora, c’è il Venezia per dare continuità a questa serie di risultati utili consecutivi.

L’obiettivo di Gattuso è quello di isolare il quanto più possibile la squadra dalle dinamiche extra campo che stanno invadendo la Lazio. L’indagine che riguarda Lotito, la protesta dei tifosi, il calciomercato. Tutto questo dovrà passare in secondo piano quando a giocare è la prima squadra della Capitale. Ringhio sa bene come farlo.

Durante la conferenza stampa pre partita contro il Venezia, il tecnico calabrese ha rimarcato questi concetti, chiedendo scusa ai tifosi laziali per un gesto non passato inosservato.

“Devo chiedere scusa ai 10-12 mila che sono venuti a incitarci contro il Milan. Nel dopopartita li ho ignorati e ho sbagliato”

Fine gara contro il Milan. Sua squadra del cuore (inutile negarlo). La sua Lazio gioca bene. Domina per larghi tratti del match. Fine del primo tempo: 2 a 0 biancoceleste. Ripresa: nel giro di pochi minuti, due piccole disattenzioni portano il punteggio sul 2 a 2. Finisce la partita. 2 a 2. Per la Lazio due punti persi. Per il Milan due recuperati. Gattuso, furioso, lascia il campo senza andare a salutare i tifosi. E come biasimarlo.

Arrivano le scuse, forse nemmeno necessarie. Sull’episodio in pochi si sono focalizzati. La garra che la sua Lazio ha messo in campo era più importante. Eppure ringhio si scusa. Chiede perdono alla sua gente. In meno di due mesi, è già diventato parte integrante dell’ambiente laziale. La cosa più bella che ci sia.