La Curva Nord della Lazio è intervenuta con un comunicato ufficiale dopo le ultime vicende giudiziarie legate a un presunto caso di manomissione volontaria sul titolo azionario del club. I tifosi pongono alle istituzioni una domanda di fondo: come si può esprimere un dissenso legittimo senza essere accusati di commettere reati? A supporto della loro posizione, la Curva richiama la sentenza della Corte d’Appello (come da diritto costituzionale sacro del cittadino) dello scorso maggio che, dopo 20 anni, ha assolto gli Irriducibili dall’accusa di estorsione nei confronti del presidente Claudio Lotito, definendo l’operato dei tifosi non un ricatto, ma una “legittima campagna contro i vertici societari”.
Rispetto alle accuse e alle denunce presentate da Lotito circa presunti fondi ricevuti da cordate estere o banche per pilotare la protesta e alterare il valore azionario della SS Lazio, la Curva rigetta con forza ogni coinvolgimento. I tifosi precisano di non possedere azioni del club, di non essere speculatori di Borsa e che ogni manifestazione è stata autofinanziata in totale trasparenza tramite la vendita di gadget, birra e donazioni tracciabili su un IBAN dedicato.
Il comunicato sottolinea come la contestazione sia sempre rimasta nei canali della legalità e della pacificità, previa autorizzazione delle autorità competenti. Le proteste si sono liquidate in striscioni autorizzati, ironia e nell’auto-privazione del proprio posto allo stadio Olimpico (senza mai ostacolare gli altri spettatori). Contestualmente, la Curva ribadisce la vicinanza viscerale alla squadra e all’allenatore, sempre seguiti e incitati in trasferta.
La Curva chiarisce infine che le ragioni della contestazione non sono legate ai risultati sul campo, bensì al continuo mancato rispetto da parte della presidenza verso la storia, le tradizioni e la memoria del mondo laziale. Il comunicato si chiude chiedendo chiarezza alle istituzioni su quali siano i reati concretamente contestati a chi sta solo esercitando un proprio diritto.
Dunque, nessun illecito è stato commesso, ma la società pagherà le conseguenze di tutte le diffamazioni fatte a danno dei tifosi? Dire “loro sono stati pagati per andarmi contro…”, poi smentito in Corte, dunque senza prove, non consiste in reato?
