Da Shanghai a Leverkusen, il problema della Lazio è la personalità

Clima battagliero in casa Bayer a poco meno di 24 ore dal ritorno del preliminare di Champions. Il messaggio postato su Twitter  (“Non abbiamo mai perso nella storia dei preliminari”) è stato di buon auspicio per la compagine tedesca, che ha rimpolpato la propria striscia positiva e interrotto invece quella della Lazio, anch’essa imbattuta ai playoff Champions con 3 passaggi del turno su 3 apparizioni. Il quarto purtroppo non è arrivato e adesso la strada dei rimpianti si allarga decisamente: perché i biancocelesti ci credevano, speravano di archiviare con un impresa un estate travagliata che invece si è conclusa nella maniera più ovvia. Molte sono le cause di questa situazione, ma forse una più di tutte può aiutare a capire meglio come si sia arrivati al tracollo. Vale a dire la mancanza di personalità, carattere ed esperienza, determinante sia nel fallimento degli obiettivi stagionali (la Supercoppa a Shanghai e il preliminare ieri) sia nella difficoltà di affrontare, anche nella scorsa stagione, impegni importanti. Davvero poco confortante il bilancio dell’ultimo anno, corredato inoltre dalle due sconfitte nel detby e attenuato in parte dalla conquista del terzo posto in quel di Napoli. Anche se nemmeno lì la gestione della gara è stata impeccabilissima. 

Per il resto le ultime finali giocate non hanno regalato sorrisi alla truppa capitolina, rimasta a guardare la Juventus alzare al cielo ben due Coppe. Ma se in quella di Coppa Italia ci aveva messo lo zampino anche la sfortuna (vedi doppio palo di Djordjevic), in Supercoppa non c’è stata partita e agli uomini di Allegri è bastato alzare il ritmo per mettere al tappeto una Lazio senza idee e soprattutto impaurita, come quella scesa in campo ieri alla Bay Arena. Paura, sentimento che non dovrebbe far capolino in una squadra giovane come la Lazio, che dovrebbe avere invece dalla sua incoscienza e spensieratezza. E che invece quando il gioco si fa duro trema. Ma perché questo? E qui torniamo al punto di partenza: a questa squadra manca personalità, carattere e nervi saldi. Ecco dunque spiegato l’aumento al 31,25% del saldo delle finali perse negli ultimi 3 mesi.

E non va meglio sul fronte degli scontri diretti con Juve e Roma, dove in 4 gare i biancocelesti hanno rimediato solo un pari (per giunta amaro, all’andata con i giallorossi) a fronte di 3 sconfitte (di cui 2 pesanti con i bianconeri e una amatissima, perché è costata il secondo posto, nel derby di ritorno). Il bottino pieno è riuscito solo con la Fiorentina, mentre Napoli, Milan e Inter hanno tolto punti in almeno un occasione. E, per concludere, nemmeno il mercato ha contribuito a infondere nella rosa biancoceleste quelle virtù utili a non sentire la paura e a salire a 4 per volta gli scalini che portano alle vette più alte.

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