Kishna, Klose, Veron e gli altri: quando il debutto è con gol

Che fosse uno specialista dell’esordio con gol, lo aveva già fatto capire. Era successo anche all’Ajax, Ricardo Kishna al debutto aveva immediatamente fatto capire di che pasta era fatto. E anche l’Olimpico nel match contro il Bologna si è immediatamente accorto del talento di questo giovane olandese, che come tanti suoi connazionali ha origini surinamesi, che ha fatto tutta la trafila nelle Nazionali del suo paese. L’ennesimo colpo di un DS come Tare che sta cominciando ad essere “tanta roba” per quel che riguarda la scoperta di nuove stelle. C’era di che avere fiducia, ma è chiaro che un debutto con gol è tutta un’altra cosa. Ma oltre a Kishna, chi era già riuscito ad incantare i tifosi della Lazio, andando a segno al primo colpo?

LA STRANA COPPIA – Andando a ritroso nel tempo, per ritrovare un debutto con gol bisogna risalire alla prima giornata della stagione 2011/12: trasferta a Milano (come nel 2014 e nel 2006), come partenza non c’è male. L’anno prima la Lazio ha perso la qualificazione in Champions League per la differenza reti peggiore nei confronti dell’Udinese. E in risposta arriva una delle campagne acquisti più convincenti dell’era Lotito. A San Siro la coppia d’attacco è quella formata da due big del calcio internazionali, Miro Klose e Djibril Cissè. Che vanno entrambi a segno nel giro di 31′. “Sono arrivati per cambiare la Lazio, lo hanno fatto subito”, urlava Fabio Caressa in telecronaca. Solo il tedesco riuscirà però a lasciare il segno e ad entrare nella storia della Lazio: per il francese, dopo quell’esordio fragoroso, arriverà la cessione a gennaio.

MY NAME IS MAURITO – Domenica 31 agosto 2008 la Lazio allenata da Delio Rossi, dopo una stagione molto deludente, volta pagina e ricomincia da Cagliari. C’è Tommaso Rocchi infortunato, ed il tecnico riminese punta tutto su un nuovo acquisto del quale ancora non si sa molto: l’argentino Mauro Zarate, che la settimana prima era rimasto a scaldare la panchina in Coppa Italia contro il Benevento. Il Cagliari chiude il primo tempo in vantaggio, ma poco dopo il quarto d’ora della ripresa la Lazio usufruisce di un penalty. “Maurito” dimostra personalità e si presenta sul dischetto, trasformando la massima punizione. Quindi, raddoppia con un delizioso pallonetto: è l’inizio della Zarate-mania, che durerà tutto l’anno, fino alla conquista della Coppa Italia con un suo gol in finale contro la Sampdoria. Ma dopo il debutto esplosivo, anche l’argentino tradirà sogni e speranze del popolo laziale.

ALBERTINI E GLI ALTRI – Il 10 settembre 2006 la Lazio è reduce da un’estate da incubo a causa dello scandalo Calciopoli. L’iniziale retrocessione in B a tavolino verrà poi commutata in una penalizzazione di tre punti, oltre all’esclusione dall’Europa conquistata nella stagione precedente. In casa del Milan, esordio come detto frequente nell’ultimo decennio, la squadra di Delio Rossi cade ma arriva un gol di un debuttante, il nigeriano Makinwa, voluto fortemente dall’allenatore romagnolo che l’aveva allenato all’Atalanta: anche in questo caso si tratterà però di un fuoco di paglia. Il 31 agosto del 2003, nel 4-1 al Lecce, ad aprire le danze sarà un debuttante in maglia biancoceleste, ma veterano assoluto del calcio italiano: Demetrio Albertini. L’anno prima, era stato Bernardo Corradi a timbrare il cartellino con il gol alla prima in assoluto con la maglia della Lazio, in una rocambolesca sconfitta, 2-3, all’Olimpico contro il Chievo.

DEBUTTO SCUDETTO – La nostra ricerca degli esordi con gol degli ultimi venti anni arriva dunque nel cuore dell’era Cragnotti, quando i colpi strepitosi di mercato erano all’ordine del giorno. Quindi, capitava spesso che un nuovo acquisto si presentasse nel segno del gol. Avvenne il 31 agosto del 1997, quando Roberto Mancini si prese la platea dell’Olimpico, ed esordì andando in rete contro il Napoli anche Pippo Pancaro. Il 13 settembre del 1998, quando Dejan Stankovic pescò il jolly dalla lunghissima distanza a Piacenza. E il 30 agosto del 1999, un lunedì, quando la Lazio esordì in campionato reduce della più dolce notte europea della sua storia: la conquista della Supercoppa contro il Manchester United. Juan Sebastian Veron e Simone Inzaghi furono i nomi di quel Lazio-Cagliari che entrarono per la prima volta nell’elenco dei marcatori della storia della Lazio. Elenco nel quale c’è ora anche un giovane classe ’95, Ricardo Kishna: che sogna di ripercorrere le orme dei giganti in casa biancoceleste.

Fabio Belli