Ciani: “Sono francese ma giovedì tifo Lazio”

Ai microfoni di Lazionews.eu per presentare l’incontro di Europa League di giovedì prossimo tra Lazio e Saint Etienne è intervenuto l’ex difensore biancoceleste Michael Ciani.

Queste le sue parole:

“Il Saint Etienne è una squadra ostica ma la Lazio è più forte ma lo deve dimostrare sul campo. La squadra francese ha iniziato bene il campionato, è seconda in classifica alle spalle del PSG. Domenica scorsa ha subito una pesante sconfitta per 4-1 contro il Nizza ma è una squadra da non sottovalutare. Conosco le squadre francesi per aver preso parte a diversi campionati, sono toste e impegnative, vendono cara la pelle, non lasciano mai niente di intentato. Il Saint Etienne non ha molta esperienza internazionale e questo è sicuramente un handicap per loro. La Lazio ha il fattore campo dalla sua parte ed inoltre con giocatori del calibro di Anderson, Biglia e Keita può certamente avere la meglio. Credo che  biancocelesti siano favoriti e possano vincere, sono francese ma tifo per i miei vecchi compagni.

Qualche settimana fa il giornale francese Le Monde ha polemizzato sulla scelta della società biancoceleste di indossare la casacca nera, che ricorderebbe simboli politici ai quali sarebbe legata, secondo il loro parere, la curva nord:

“Non ho seguito molto questa vicenda. Per quanto mi riguarda posso testimionare di non aver mai avuto problemi con loro. Sono rimasto legato a Roma, ne conservo ricordi bellissimi.

In serie A non c’è una squadra che abbia mostrato di essere superiore alle altre, il campionato è molto aperto:

“E’ difficile dire dove potranno arrivare i biancocelesti, mi sembra una stagione piuttosto equilibrata. Per aspirare ai primi posti Pioli dovrà riuscire a trovare continuità di risultati e di rendimento, cosa che è mancata nella stagione scorsa. Sono tanti i giovani arrivati e bisogna dargli il tempo di crescere e ambientarsi. Sul mercato la società si è mossa bene ma mancano elementi di esperienza. Quella di non rinnovare i contratti di giocatori di 30 anni, come me, Ledesma e Cana, puntando sul ringiovanimento della squadra è stata una scelta studiata. I giovani sono meno costanti, hanno bisogno di tempo per crescere. Io non sono rimasto perchè il mio contratto era scaduto (ride, ndr) e non mi è stata presentata nessuna proposta di rinnovo, se il club fosse stato interessato forse sarebbe stato possibile accordarci. Certamente avrei chiesto di poter scendere in campo un po’ di più. Ormai le nostre strade si sono divise ma sono contento della mia nuova destinazione. Non credo di tornare in Italia. Sogno da sempre la Premier League, la Serie A non è un campionato che mi ha mai particolarmente attratto, ho cambiato idea solo quando ho avuto la possibilità di venire in un grande club come la Lazio.

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