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Focus

PAGELLE DI LAZIO-FROSINONE

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Marchetti 6 – Dopo un quarto d’ora di gioco, subisce una contusione allo zigomo sinistro che lo costringe ad abbandonare il terreno di gioco quando mancano dieci minuti alla fine del primo tempo.
Dal 36′ Berisha 7 – Il migliore. Due grandi interventi durante la seconda frazione di gioco: prima il paratone su Dionisi a inizio ripresa, con palla che viene deviata in corner, poi ancora in tuffo sul rasoterra di Soddimo al 62′.

Basta 6 – Un treno sul versante destro. Nella ripresa, durante uno scontro di gioco si fa male alla spalla sinistra e dopo pochi minuti è costretto ad abbandonare il terreno di gioco. Dal 61′ Konko 6 – Entra per sostituire il compagno infortunato. Al 78′ ci prova dalla distanza ma la palla termina sul fondo. Comunque buono l’impatto sulla gara.

Gentiletti 6,5 – Va vicino al gol nei primi minuti di gioco ma il suo colpo di testa lambisce il palo alla destra di Leali. Regge bene per tutti i novanta minuti di gioco.

Hoedt 6 – Nel primo tempo nessun problema particolare ma nel secondo tempo si fa sorpassare con troppa facilità da Dionisi che per poco non realizza in rete il gol degli ospiti.

Lulic 6,5 – È suo il primo tiro del match al 6′ ma da buona posizione il bosniaco spedisce sopra la traversa. È ispirato e durante la prima frazione propina due buoni assist per i compagni che però non realizzano in rete. Anche nella ripresa gioca al massimo della sue capacità senza mai tirarsi indietro.

Cataldi 5 – Il peggiore. Dopo i venti minuti finali in Europa League, il centrocampista dell’under 21 viene schierato titolare nei tre di centrocampo ma non gioca una grande partita perché soffre la fisicità di Chibsah. Ci prova al 63′ ma il suo sinistro è fuori bersaglio. Manca di continuità e in forza fisica.

Biglia 6,5 – Impossibile togliergli la palla fra i piedi è, ancora una volta, uno dei migliori in campo. Durante la ripresa viene ammonito per una piccola lite con Dionisi, ma ciò nonostante non perde mai la lucidità necessaria per guidare il centrocampo biancoceleste alla vittoria finale.

Parolo 6 – Paganini e compagni non gli lasciano molto spazio per i suoi inserimenti. Ha la palla buona per realizzare il vantaggio capitolino ma il suo tiro è debole e viene respinto con il corpo da Rosi.

Felipe Anderson 6 – Un tiro al 10′ è il preambolo di una prestazione molto tecnica ma allo stesso tempo molto leziosa.  La sua classe dovrebbe essere a volte più pratica e meno carioca.

Djordjevic 6,5 – Marcato a uomo da Bertoncini e Blanchard non riesce mai a rendersi pericoloso. Lotta, combatte e alla fine del match trova il gol che mette al sicuro il risultato.

Kishna 5,5 – Viene preferito a Keita, Mauri e Milinkovic-Savic e al 35′ sfiora la rete con una puntata stile calcio a 5. Ci riprova allo scadere del primo tempo ma il suo sinistro finisce di poco fuori.
Dal 60′ Keita 7 – Pioli prova a giocarsi la carta che ha funzionato anche contro il Genoa. Lo spagnolo entra realizzando il gol vittoria che scaccia le paure di dosso e corre verso la sua Curva che lo ha sempre incitato.

All. Pioli 6,5 – Il mister prova il 4-3-3- dando fiducia a Cataldi. e preferendo Kishna a Candreva. Il Frosinone blocca tutti gli spazi a disposizione fino all’inserimento di Keita al 60′. L’ingresso del giovane attaccante spagnolo ancora una volta spezza in due il match, e il gol al 78′ è una liberazione per i tifosi laziali. Ora Pioli ha quasi raggiunto l’Inter a quota 16 punti e dopo la sosta potrà contare anche sui recuperi di de Vrij e Klose. Dove può arrivare questa Lazio?

FROSINONE

Leali 6,5 – Durante la gara qualche parata ma nulla di veramente interessante. Cede soltanto al 78′ sul diagonale perfetto di Keita.

Rosi 7 – L’ex Siena è sempre attento nelle marcature su Kishna e Felipe Anderson. Al 65′ salva in extremis sulla conclusione di Parolo a due metri dalla porta.

Bertoncini 6,5 – Al posto di Diakitè gioca una buonissima partita non cedendo nemmeno un metro alla punta della Lazio.

Blanchard 7 – Cognome francese ma a tutti gli effetti giocatore italiano, dopo le ottime prove contro Juve e Empoli, anche nel pomeriggio dell’Olimpico non dispiace affatto. Spesso gioca d’anticipo sugli avversari e nella seconda frazione di gioco colpisce una clamorosa traversa sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

Pavlovic 6,5 – Una sua punizione impensierisce Marchetti al 12′. Dai suoi piedi partono tutti i calci da fermo della compagine ciociara. Bene anche la marcatura su Anderson. Dal 86′ Castillo s.v.

Soddimo 6,5 – Sulla fascia sinistra lotta contro Basta che spesso lo costringe ad arretrare. Nella ripresa (65′) va vicino al gol con una buonissimo rasoterra che Berisha devia in corner. Dal 85′ Verde s.v.

Chibsah 7 – Dopo lo spezzone contro l’Empoli, il mister Stellone lo getta nella mischia per dar manforte al centrocampo, lui ringhia e combatte su ogni pallone dominando a più riprese gli avversari. Gara perfetta al fianco di Gucher.

Gucher 7 – Il migliore. Ritorno in campo dal primo minuto per il playmaker austriaco che dimostra di avere una buona visione di gioco e dei piedi all’altezza della situazione.

Paganini 6 – Preferito a Tonev il centrocampista italiano agisce sull’out di destra e va anche alla conclusione a cinque minuti dal termine del primo tempo con Berisha che para a terra. Dal 74′ Tonev 6 – Entra per sostituire il compagno nell’ultimo quarto di gara. Continua il suo momento no.

Dionisi 6,5 – L’eroe di Lunedì scorso, oggi non è particolarmente in forma ma quel diagonale a inizio ripresa fa venire i brividi a tutti i sostenitori biancocelesti.

D. Ciofani 5 – Il peggiore. L’alto attaccante dei gialloblu è marcato da Hoedt che non gli lascia molto spazio. Troppo statico e prevedibile non riesce mai a rendersi veramente pericoloso.

All. Stellone 6,5 – Dopo la vittoria contro l’Empoli il tecnico promuove il 4-4-2 con l’inserimento di Paganini al posto di Tonev e Bertoncini al posto di Diakitè. Una gara pressocchè perfetta quella della sua squadra che avrebbe meritato quantomeno il pareggio, se non addirittura la vittoria. Ottima l’intelaiatura di gioco, se continua così, la formazione di Stellone avrà buone chance per centrare l’obiettivo salvezza.

Arbitro: Di Bello 7 – Perfetta gestione del match per l’arbitro di Brindisi. Un primo tempo senza ammoniti e un tempo di recupero di ben quattro minuti. Nella ripresa qualche cartellino giallo per smorzare gli animi, ma tutto sommato la direzione della gara è stata ineccepibile.

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LA NOSTRA STORIA Tanti auguri a Cristian Daniel Ledesma

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Compie oggi gli anni Cristian Daniel Ledesma. L’ultimo capitano che ha saputo con il suo comportamento, la sua serietà e il suo grande affetto verso i colori biancocelesti, rendersi “immortale” nella storia della Lazio.

GLI INIZI

Nato a Buenos Aires il 24 settembre 1982 Ledesma cresce nelle giovanili del Boca Juniors. Nel 2001 grazie al direttore sportivo del Lecce, Pantaleo Corvino, arriva in Italia. Con le sue prestazioni si segnala come uno dei migliori protagonisti della formazione pugliese. Nel 2006, a seguito della retrocessione in serie B dei giallorossi pugliesi è acquistato dalla . I primi tempi nella Capitale si rivelano difficoltosi ma pian piano le sue prestazioni cominciano a lievitare e Cristian diventa uno dei pilastri della formazione biancoceleste.

LEDESMA: DAL PRIMO DERBY AI PROBLEMI CONTRATTUALI

Nel primo derby giocato nel dicembre del 2006 Ledesma realizza un gol incredibile: un tiro scagliato da circa 30 metri si va ad insaccare all’incrocio dei pali della porta giallorossa, ed entra così definitivamente nei cuori dei suoi sostenitori. I biancocelesti al termine del campionato conquistano la Champions League ed il presidente biancoceleste, Claudio Lotito, rifiuta tutte le proposte che arrivano per il calciatore.

DA PROTAGONISTA A FUORI ROSA

Nella stagione successiva, malgrado le difficoltà della squadra guidata da Delio Rossi, le sue prestazioni sono sempre oltre la sufficienza. Nonostante i suoi successi personali, nella stagione successiva, a causa di problemi contrattuali, viene messo fuori rosa ed il giocatore chiede la rescissione del contratto ma il ricorso presentato dal calciatore non viene ammesso dal collegio arbitrale.

DA DELIO ROSSI A REJA

Cristian chiede allora di essere ceduto ma il presidente Lotito non cede e lo trattiene a Roma. Nel frattempo la compagine biancoceleste era passata da Rossi agli ordini di Ballardini, ma è solo dopo l’esonero del nuovo allenatore e la sua sostituzione con Edy Reja che viene reintegrato in squadra. Il tecnico friuliano punta molto sul giocatore argentino e lo schiera subito nella formazione titolare. Dopo il lungo periodo di inattività Cristian torna alla ribalta risultando decisivo per la salvezza della squadra romana.

DALLA RICONCILIAZIONE AL DIVORZIO

Nel calciomercato del 2010 sembra di nuovo in procinto di fare le valigie verso altri lidi ma dopo aver più volte sfiorato la rottura con la dirigenza biancoceleste, a sorpresa, firma un nuovo contratto di 5 anni mettendo fine al contenzioso. Alla scadenza del nuovo contratto la Lazio annuncia che tra le parti si è deciso di non proporgli nessun rinnovo e tramite il proprio sito ufficiale, con un messaggio denso di commozione, saluta e ringrazia il calciatore per il suo attaccamento ai colori biancocelesti. Dopo 8 stagioni, in cui il giocatore ha collezionato 259 presenze e 12 reti in campionato, Ledesma saluta la sua vecchia società. Durante la sua carriera romana vince 2 Coppe Italia, la prima nella stagione 2008/09 e la seconda nel 2012/13, e la Supercoppa Italiana nel 2009/10.

LE ALTRE ESPERIENZE

Nel 2015 si trasferisce al Santos per passare poi all’inizio di questa stagione al Panathinaikos. A dicembre del 2016 rescinde il contratto con la squadra greca e a gennaio firma per la Ternana. La stagione successiva però si trova nuovamente svincolato e a luglio del 2017 comincia a frequentare il corso da allenatore a Coverciano per calciatori svincolati. Il 22 agosto firma un contratto annuale con il club svizzero del Lugano. Tornato in Italia viene ingaggiato dal Pro Piacenza, formazione emiliana di Serie C. In seguito alle difficoltà finanziarie della società piacentina si svincola insieme ad altri giocatori. Rimasto senza contratto dopo l’esperienza alla Pro Piacenza il 6 settembre 2019 decide di ritirarsi ed accettare la proposta di allenare la LUISS, squadra della nota università romana militante in Promozione. Durante quest’esperienza ritrova come calciatore Guglielmo Stendardo, suo compagno ai tempi della Lazio.

TANTI AUGURI CAPITANO !!!

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