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Calori e il momento Lazio: “Serve unità d’intenti. Il ritiro? Può servire…”

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La Lazio ha il dovere di uscire immediatamente da questo periodo no e si spera che il ritiro che si sta svolgendo in questi giorni si riveli decisivo per ricompattare definitivamente il gruppo. La crisi in questo momento parla di un punto nelle ultime quattro partite di campionato (numeri da incubo), ma non c’è tempo per piangersi addosso, bisogna lavorare in vista degli immediati impegni calcistici e dare un primo e importante segnale di reazione (e si spera sia quello definitivo) già giovedi in Europa League contro il Dnipro. Di questo momento difficile dei biancocelesti e sui possiibli effetti che può portare questo ritiro ha parlato l’eroe che aiutò la Lazio a vincere il suo 2° scudetto: Alessandro Calori.
L’ex mister di Brescia e Novara è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3.
Queste le sue parole riportare dal portale lalaziosiamonoi.it: 

“La Lazio ha perso spensieratezza, sicurezza e fluidità di gioco. È una squadra giovane negli interpreti e questo dato lo sconti quando le cose vanno male. I Milinkovic, i Keita ed i Felipe Anderson volano quando c’è entusiasmo ma nei momenti no manca la figura dei trascinatori. Il gruppo è una cosa seria, i calciatori della Lazio rappresentano una tifoseria importante, hanno grandi responsabilità. Dev’esserci unità d’intenti, è necessario dare il massimo ed oltre per raggiungere obiettivi importanti. Durante una stagione capitano anche momenti come questi. Non è semplice, ma si può recuperareLa società ha deciso per il ritiro, per mia esperienza può servire questa mossa di stare insieme per analizzare i problemi. Lotito vuol capire i motivi del declino e si attende una reazione per ricompattare il gruppo. Il problema principale è che la Lazio lo scorso anno si è abituata bene, a vincere spesso e volentieri. Ora non è semplice risollevarsi dopo prestazioni incolore. La gara contro il Dnipro avrà tanto valore. Pioli deve riprendere in mano la situazione per far tornare i risultati positivi e il conseguente entusiasmo. Il calcio è come la vita. È fatto di motivazioni. Non c’è solo il lato tecnico”.

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