Seguici sui Social

Focus

TEMPI BELLI – I due tipi di allenatori da derby: Pioli, a quale profilo appartieni?

Pubblicato

in



Gli allenatori che sono passati o passeranno mai per Roma possono essere divisi fondamentalmente in due tipologie: quelli che hanno capito cos’è il e quelli che non lo hanno capito.

Ci sono poi varie sottocategorie, come in tutti gli insiemi di elementi: ci sono quelli che non avevano capito una mazza all’inizio ma poi sono diventati esperti in materia, oppure anche quelli che erano partiti bene ma poi si sono persi per strada. Ma il derby a Roma o capisci cos’è, oppure ne finirai travolto.

Badate bene, non è una questione strettamente legata al risultato. Spesso gli episodi, la forza dell’avversario, una giornata storta, gli infortuni, le cavallette o il cane che ti mangia i compiti (in questo caso, gli appunti) possono costringerti comunque alla sconfitta. Ne è un esempio lampante Delio Rossi, che forse meglio di tutti aveva capito cosa significasse la stracittadina nella Capitale per i tifosi, ma anche per i giocatori che in caso di successo potevano godersi una rendita di tranquillità ed entusiasmo importantissima in termini di morale della squadra. Ma anche il tecnico riminese, fra tante corse sotto la Nord rimaste nella leggenda, ha dovuto ingoiare qualche boccone amaro.

Poco male: perdere un derby quando si mette tutto quello che si ha in campo non fa meno male, ma lascia intatto l’orgoglio e il senso di appartenenza, oltre che la speranza per la partita che verrà. E Rossi il derby sapeva come si affrontava, cercando soprattutto di mettere a nudo i punti deboli dell’avversario e di nascondere i propri. Lo ha capito anche Reja cos’era il derby, dopo quattro sconfitte incassate tra mille errori ma sicuramente non per presunzione: e infatti il sole prima o poi uscì anche per lui, ultimo allenatore laziale a piazzare una doppietta andata-ritorno.

Troppo facile inserire poi in una tipologia Sven Goran Eriksson e in un’altra Zdenek Zeman: che pure in biancoceleste ha vinto più derby di quanti ne abbia persi, piccola nota che può far sorridere i sostenitori laziali, alla luce dei disastri poi combinati dal boemo sulla panchina giallorossa. E parlando di meteore ma per far capire meglio il ragionamento, anche se a qualcuno potrà sembrare un’eresia, sicuramente meglio capì come doveva affrontare il derby Davide Ballardini, beffato sul filo di lana da Cassetti dopo una clamorosa occasione Zarate-Mauri che avrebbe sicuramente consegnato la vittoria, invece di Alberto Zaccheroni, che si consegnò agli avversari per la più dura sconfitta dell’ultimo mezzo secolo e anche oltre. E lo capì alla grande cos’era il derby Papadopulo, che senza timori se lo fece spiegare da Di Canio, e lo stravinse con Giannichedda e Talamonti difensori centrali.

Tutto questo per dire che ora dovrà dimostrare da che parte sta: molto sfortunato all’andata, imprudente al ritorno, il tecnico parmense nella scorsa stagione è andato vicinissimo all’acuto, ma ha finito con lo steccare le partite più attese. E a Roma tutto possono perdonarti, ma non di essere un allenatore inefficace nel derby: Rossi nella Capitale durò anche per quello, per aver messo sempre in difficoltà i giallorossi che spesso in quelle stagioni vantavano un materiale umano in rosa ben più importante, alla luce di investimenti economici molto più onerosi. Il derby va giocato mettendo da parte convinzioni personali, beghe di spogliatoio, dogmi tattici e osservando gli avversari sul campo e non nelle foto appese nello spogliatoio.

Chi capisce il derby e chi no, la differenza è tutta qua: contro il Milan i punti deboli della Lazio sono risultati tutt’altro che nascosti. Speriamo che a peccare di presunzione, una volta tanto, sia qualcun altro.

Fabio Belli

Focus

LA NOSTRA STORIA Tanti auguri a Cristian Daniel Ledesma

Pubblicato

in



Compie oggi gli anni Cristian Daniel Ledesma. L’ultimo capitano che ha saputo con il suo comportamento, la sua serietà e il suo grande affetto verso i colori biancocelesti, rendersi “immortale” nella storia della Lazio.

GLI INIZI

Nato a Buenos Aires il 24 settembre 1982 Ledesma cresce nelle giovanili del Boca Juniors. Nel 2001 grazie al direttore sportivo del Lecce, Pantaleo Corvino, arriva in Italia. Con le sue prestazioni si segnala come uno dei migliori protagonisti della formazione pugliese. Nel 2006, a seguito della retrocessione in serie B dei giallorossi pugliesi è acquistato dalla Lazio. I primi tempi nella Capitale si rivelano difficoltosi ma pian piano le sue prestazioni cominciano a lievitare e Cristian diventa uno dei pilastri della formazione biancoceleste.

LEDESMA: DAL PRIMO AI PROBLEMI CONTRATTUALI

Nel primo derby giocato nel dicembre del 2006 Ledesma realizza un gol incredibile: un tiro scagliato da circa 30 metri si va ad insaccare all’incrocio dei pali della porta giallorossa, ed entra così definitivamente nei cuori dei suoi sostenitori. I biancocelesti al termine del campionato conquistano la Champions League ed il presidente biancoceleste, Claudio Lotito, rifiuta tutte le proposte che arrivano per il calciatore.

DA PROTAGONISTA A FUORI ROSA

Nella stagione successiva, malgrado le difficoltà della squadra guidata da Delio Rossi, le sue prestazioni sono sempre oltre la sufficienza. Nonostante i suoi successi personali, nella stagione successiva, a causa di problemi contrattuali, viene messo fuori rosa ed il giocatore chiede la rescissione del contratto ma il ricorso presentato dal calciatore non viene ammesso dal collegio arbitrale.

DA DELIO ROSSI A REJA

Cristian chiede allora di essere ceduto ma il presidente Lotito non cede e lo trattiene a Roma. Nel frattempo la compagine biancoceleste era passata da Rossi agli ordini di Ballardini, ma è solo dopo l’esonero del nuovo allenatore e la sua sostituzione con Edy Reja che viene reintegrato in squadra. Il tecnico friuliano punta molto sul giocatore argentino e lo schiera subito nella formazione titolare. Dopo il lungo periodo di inattività Cristian torna alla ribalta risultando decisivo per la salvezza della squadra romana.

DALLA RICONCILIAZIONE AL DIVORZIO

Nel calciomercato del 2010 sembra di nuovo in procinto di fare le valigie verso altri lidi ma dopo aver più volte sfiorato la rottura con la dirigenza biancoceleste, a sorpresa, firma un nuovo contratto di 5 anni mettendo fine al contenzioso. Alla scadenza del nuovo contratto la Lazio annuncia che tra le parti si è deciso di non proporgli nessun rinnovo e tramite il proprio sito ufficiale, con un messaggio denso di commozione, saluta e ringrazia il calciatore per il suo attaccamento ai colori biancocelesti. Dopo 8 stagioni, in cui il giocatore ha collezionato 259 presenze e 12 reti in campionato, Ledesma saluta la sua vecchia società. Durante la sua carriera romana vince 2 Coppe Italia, la prima nella stagione 2008/09 e la seconda nel 2012/13, e la Supercoppa Italiana nel 2009/10.

LE ALTRE ESPERIENZE

Nel 2015 si trasferisce al Santos per passare poi all’inizio di questa stagione al Panathinaikos. A dicembre del 2016 rescinde il contratto con la squadra greca e a gennaio firma per la Ternana. La stagione successiva però si trova nuovamente svincolato e a luglio del 2017 comincia a frequentare il corso da allenatore a Coverciano per calciatori svincolati. Il 22 agosto firma un contratto annuale con il club svizzero del Lugano. Tornato in Italia viene ingaggiato dal Pro Piacenza, formazione emiliana di Serie C. In seguito alle difficoltà finanziarie della società piacentina si svincola insieme ad altri giocatori. Rimasto senza contratto dopo l’esperienza alla Pro Piacenza il 6 settembre 2019 decide di ritirarsi ed accettare la proposta di allenare la LUISS, squadra della nota università romana militante in Promozione. Durante quest’esperienza ritrova come calciatore Guglielmo Stendardo, suo compagno ai tempi della Lazio.

TANTI AUGURI CAPITANO !!!

SEGUICI ANCHE SU GOOGLE EDICOLA, TWITTER E FACEBOOK

Continua a leggere

Articoli più letti