SERIE A

Classifica Serie A

Giornata 11
#SquadraPGDRPt
1Lazio11+1629
2Roma11+2127
3Inter10+1325
4Como 190710+1023
5Milan10+921
6Frosinone11+920
7Juventus10+317
8Bologna11+217
9Cagliari11-516
10Napoli11+415
Aggiornata automaticamente · Football-Data

Ultime News

Dato drammatico, i bambini non tifano più Lazio! Le colpe di TikTok e quel Super Santos che non rotola più

Tra i bambini cresce il disinteresse verso il calcio e vedere bambini con la maglia della Lazio diventa sempre più raro

C’è sempre una prima volta: Lotito chiede scusa ai laziali, ma non convince. Il perché

L'analisi delle parole del presidente Lotito, l'invito alla pace del "mediatore" Cragnotti e il vittimismo istituzionale per invertire i ruoli e passare dal torto alla ragione

Gattuso scopre le carte: questa è la Lazio che sfida il Napoli!

Conferme importanti nell'undici titolare: Tavares sulla corsia, Pinamonti al centro dell'attacco e Isaksen con la fascia da capitano.

Gattuso, ora tocca a te

Contro un Napoli ferito e blindato nel silenzio, la Lazio si affida alle misure giuste del suo tecnico e a mille tifosi al seguito
PUBBLICITA

L’Italia europea “affonda” con la Lazio – Non accadeva da decenni

Aggiungi come fonte preferita su GoogleSeguici più facilmente nelle notizie consigliate La “barbina” uscita della Lazio di Pioli dall’Europa League è soltanto l’ultimo dei mattoncini che completa ed erge un muro di vergogna e sdegno sportivo del quale “tutta” l’Italia dovrebbe farsi carico. L’unica squadra che sentiamo di difendere è...

La “barbina” uscita della Lazio di Pioli dall’Europa League è soltanto l’ultimo dei mattoncini che completa ed erge un muro di vergogna e sdegno sportivo del quale “tutta” l’Italia dovrebbe farsi carico. L’unica squadra che sentiamo di difendere è la Juventus che è uscita dignitosamente contro il Bayern Monaco, dopo aver lottato fino alla fine.

Zero squadre ai quarti di Champions League. Zero squadre ai quarti di Europa League. Potremmo non scrivere altro per far percepire l’amarezza ed un silenzio eloquente, intriso di delusione e sgomento.

L’Italia del pallone in Europa non conta più nulla. Passi l’oggettiva superiorità in fatto di introiti, sponsor, diritti tv e incassi domenicali, quello che da questa edizione di tornei si è evinto è stata la totale mancanza di approccio mentale. Un misto di disorganizzazione e apatia, che hanno portato squadre come lo Sparta Praga ieri sera, ad affondare sogni (pochi), e speranze (irrisorie), della Lazio. La Banda di Lotito è stata il “dulcis in fundo” del carretto delle belle speranze italiane che male si è approcciato alle competizioni europee quest’anno e che ancora peggio è uscito, mestamente. La pochezza della Lazio la si vede nello strapotere mostrato sul campo da parte della piccola “realtà” ceca (con tutto il rispetto ovviamente) che torna a casa espugnando Roma con tre “pere” regalo a Marchetti e la qualificazione in tasca.

FEEDBACK – Dovessimo guardarci indietro per andare a pescare un’annata peggiore di questa (difficile) o quanto meno che eguagli i risultati negativi, dovremmo risalire la china agli 2000/2001. Gli anni d’oro del calcio italiano moderno, potremmo dire. Le chiamavano sette sorelle e spodestavano squadre europee come fossero troni abbandonati. C’era il Parma di Thuram, Buffon, Cannavaro e Di Vaio. La “Super” Inter di Ronaldo, Vieri, Javier Zanetti e Recoba. Presente la Roma, poi scudettata del giovanissimo Totti, di Batistuta, Nakata e Montella. Passando poi per altre squadre che avevano un ruolo di “bestia” nera per tutte le rivali, quali Fiorentina, Perugia e Udinese. Il Milan uscì contro quel Deportivo che ancora oggi i rossoneri sognano negli incubi di una notte di mezza estate.

E la Lazio? La squadra, allora di Eriksson e Cragnotti, due a cui oggi stenderemmo tappeti rossi pur di rivederli tra le fila dell’organigramma laziale, quell’anno cadde contro il Leeds, il Real Madrid e l’Anderlecht. Il caso vuole che la Lazio di quegli anni fosse l’ultima ad essere rimasta in Europa, proprio come la compagine sbiadita, sfilacciata e anaffettiva di adesso.

Ma è solo una coincidenza, i tempi sono cambiati, le rose sono cambiate, e soprattutto le gerarchie dirigenziali sono cambiate.

Prima c’era Sergio Cragnotti, adesso c’è Claudio Lotito.

Esplora gli argomenti Scopri altre notizie correlate
Cambia impostazioni privacy