Wilson: “Sono fiducioso sul passaggio del turno in Europa League”. E su Chinaglia…

La redazione di Passionedelcalcio ha intervistato Pino Wilson. L’ex capitano ha parlato del prossimo incontro dei biancocelesti in Europa League e inoltre ha piacevolmente spaziato nel mondo Lazio tra ricordi e aneddoti legati al passato.

La Lazio di oggi può essere paragonata a quella vincente del primo scudetto? “No, tra le due formazioni non c’è alcun punto di contatto”.

Fra lei e Nesta, capitani dei due scudetti biancocelesti, quali somiglianze e differenze ci sono? “Anche se eravamo fisicamente diversi facevamo del tempismo il nostro punto di forza. Alessandro è stato un grande calciatore, ha vinto tutto quello che c’era da vincere”.

Di Giorgio Chinaglia cosa ci racconta? “Un aneddoto divertente lo racconto volentieri. Prima di un Inter-Napoli eravamo in ritiro e ricordo che ci trovavamo in un mercato ortofrutticolo, caricando troppo peso sulle spalle Giorgio cadde sulle ceste di frutta facendoci scoppiare tutti a ridere fragorosamente”.

Cosa le piaceva di più di Chinaglia? Giorgio era un istintivo ma, anche se in alcuni momenti si arrabbiava, si rendeva conto se sbagliava e sapeva chiedere scusa. Ciò che sul terreno di gioco mi ha sempre colpito di lui era il modo di proporsi. E’ l’uomo che più di tutti ha lasciato un segno nel tifoso laziale, portandolo ad essere orgoglioso della maglia biancoceleste”.

La Lazio riuscirà a passare il turno in Europa League contro lo Sparta? E secondo lei nella partita di andata avrebbe potuto osare di più? “Certo ripensando alla gara di andata forse si poteva fare meglio ma sono fiducioso. L’atteggiamento della squadra a Praga mi è piaciuto, non ci sono elementi per credere che non ce la faccia a passare il turno. Il maggiore spessore dei biancocelesti è venuto fuori e così sarà anche nella gara di ritorno”.

Da dove nascono tutti i problemi riscontrati in Campionato? “Il problema più grande è stata la presunzione di poter giocare con gli stessi undici giocatori per tutto il campionato. Le assenze di Biglia e De Vrij hanno pesato tantissimo e le riserve non si sono dimostrate all’altezza. Inoltre, non c’è un centravanti in grado di sostituire Klose. Parlando dei singoli Felipe Anderson è quello che mi ha deluso maggiormente perché da un campione del suo calibro ci si aspetta molto di più, invece quando entra in campo sembra ci stia facendo un favore”.

Nel suo ruolo in Nazionale per il prossimo Europeo chi ritiene più adatto? Conte ha lavorato bene anche se sarebbe stato meglio che invece di pensare già al Chelsea avesse avuto la mente sgombra. Se devo citare un fuoriclasse della Nazionale nel mio ruolo penso a Bonucci“.

Qual è il ricordo più bello della sua carriera? “Sicuramente il giorno in cui ho esordito perché è il premio per ciò che ti sei guadagnato con tanto lavoro. Quel momento è il coronamento di un sogno cullato sin da bambino, quello di giocare in serie A”.