Il presidente Claudio Lotito sul caso adesivi Anna Frank: “La responsabilità oggettiva va rivista, non può pagare la società per 13 ragazzini”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito, ospite a un convegno di avvocati, ha parlato della vicenda relativa agli adesivi di Anna Frank.

Queste le parole di Lotito: «Siamo stati vittima di un linciaggio mediatico mondiale. Ora nessuno parla delle vignette con la povera ragazza che ci chiama ‘pippe’ dopo la sconfitta di sabato scorso. Questa è goliardia, il nostro razzismo. Io ha fatto una battaglia contro i tifosi che non rispettavano le regole. Adesso non si può accusare un gruppo che, prima di Nizza-Lazio, spontaneamente ha fatto un comunicato contro i buu razzisti. Lo stesso che ha deposto un mazzo di fiori nel luogo dell’eccidio dell’Isis. Quando c’è stata la partita con il Cagliari avevo indetto una giornata contro il razzismo. Tredici ragazzini, che non sanno neanche cosa hanno fatto, su 40mila persone hanno appiccicato le figurine di Anna Frank. E’ assurdo che per atteggiamenti fuori dall’attività sportiva a pagare debba essere la società. La responsabilità oggettiva va rivista“.

La Lazio solo a gennaio saprà la scelta del tribunale federale dato che il processo è fissato proprio il primo mese del prossimo anno. Il club  rischia due turni a porte chiuse. Nel frattempo domani sera il club biancoceleste dovrà scontare il secondo turno di squalifica della Curva Nord. Gli abbonati del settore più caldo dello stadio potranno di nuovo andare in Maestrelli. Il Coni ha archiviato la posizione di Lotito sull’escamotage del trasloco: Non abbiamo violato nessuna norma. Il giudice sportivo si rivolge ai tesserati, non ai tifosi. Quindi non c’è nulla che vieti a questi di spostarsi in Curva Sud se non hanno un Daspo. Per fortuna c’è anche una sentenza del tribunale di Roma. Gli spettatori pagano mica gli regalano i biglietti».

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