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Domizzi: “Inzaghi, un lavoro eccezionale! La Lazio? Gli manca qualche punto…”

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Maurizio Domizzi, ex difensore dell’Udinese oggi in forza al Venezia, cresciuto nel settore giovanile biancoceleste, è stato oggi in visita al centro sportivo di Formello. Ha parlato ai microfoni di Lazio Style Channel, analizzando il bel momento della squadra di Inzaghi.

SIMONE INZAGHI

“Conosco Simone Inzaghi da quando io ero un bambino qui alla Lazio, abbiamo riallacciato recentemente i contatti tramite il mio attuale mister, Filippo Inzaghi, ed ho portato mio figlio qui oggi perché lui è un tifosissimo biancoceleste. Simone Inzaghi sta svolgendo un lavoro eccezionale quest’anno, così come nello scorso. Se tutto questo fosse preventivabile o meno poco importa: l’importante è che i tifosi se lo stiano godendo”.

LA STAGIONE DELLA LAZIO

“La Lazio poteva avere qualche punto in più ed essere ancor più agganciata al treno delle prime ma ha tutte le potenzialità per restare in alto: sta disputando un ottimo campionato. Questa squadra sorprende dal punto di vista fisico, per struttura e rapidità degli elementi in rosa. Poche squadre nel nostro campionato hanno 15-16 giocatori atleticamente così prestanti”.

IL RECUPERO LAZIO-UDINESE

“In vista del recupero del prossimo 24 gennaio contro l’Udinese, ci sarà di mezzo una sosta che, anche se non lunghissima, non è mai il massimo per le squadre che stanno andando bene. I friulani adesso riescono a sfruttare al meglio le loro qualità, che sono quelle delle ripartenze e del saper sfruttare gli spazi”.

LA STAGIONE A VENEZIA CON PIPPO INZAGHI

“Io ed il mio Venezia stiamo rispettando le aspettative: speriamo di restare agganciati ai play-off e poi giocarci la stagione a maggio. Mister Filippo Inzaghi è partito bene lo scorso anno ed in questa annata sportiva si sta confermando. Caratterialmente è predisposto per fare questo mestiere. A breve ci sarà la possibilità di vedere i due fratelli uno contro l’altro in Serie A”.

PINZI

“Con Pinzi ho un rapporto che va oltre la Lazio e l’essere stati compagni di squadra: è il mio migliore amico”.

RADU, DE VRIJ E LA DIFESA

“Mi piace molto Radu, fisicamente siamo diversi ma come giocatori ci somigliamo. Stefan de Vrij è un giocatore di livello, è un difensore di livello importante, ha una fisicità che nel nostro campionato fa la differenza. Non subire gol dà fiducia maggiore dal portiere fino agli attaccanti perché chi gioca davanti è più tranquillo; anche gli esterni o le mezzali possono fare un inserimento in più perché sanno che dietro riescono ad arginare le sortire avversarie”.

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LA NOSTRA STORIA Super Dino Zoff: il mito compie gli anni

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Dino Zoff ex allenatore di calcio

Il 28 febbraio 1942 nasce a Mariano del Friuli (GO) uno dei più grandi personaggi del mondo del calcio: Dino Zoff.

Inizia a giocare a pallone nella squadra del suo paese, la Marianese. Nel 1960 passa nella squadra riserve dell’Udinese, maglia con la quale esordisce in Serie A. L’anno successivo in Serie B diventa titolare inamovibile. Nel 1963 passa al Mantova per 30 milioni di lire restandovi per quattro stagioni. Nel 1967 Dino Zoff viene ceduto al Napoli per 120 milioni di lire più la vendita del cartellino di Claudio Bandoni. Con i partenopei gioca per cinque stagioni. Difende, ininterrottamente, la porta campana dalla gara di debutto in casa il 24 settembre 1967 alla sconfitta esterna subita contro l’Inter il 12 marzo 1972.

Nel 1972 viene ceduto alla Juventus. Con la squadra torinese resta fino al definitivo ritiro avvenuto nel 1983. A trenta anni diventa il numero uno dei bianconeri e, fino alla fine della stagione 1982-1983, è sempre presente in campionato. Alla sua esperienza con la società torinese sono legate tutte le vittorie con squadre di club ottenute sia da giocatore che da allenatore. In undici stagioni vinse per sei volte il titolo di Campione d’Italia, due Coppe Italia e una Coppa UEFA. Al termine della stagione 1982-1983, dopo la finale di Coppa dei Campioni persa ad Atene contro l’Amburgo, si ritira.

LA NAZIONALE

Con la maglia azzurra Dino Zoff conta in tutto 112 presenze. Ha vinto i Giochi del Mediterraneo nel 1963, il Campionato Europeo in Italia nel 1968 e il Campionato del Mondo in Spagna nel 1982. Figura nella Hall of Fame del Calcio italiano (2012), nella Walk of Fame dello Sport italiano nella categoria ‘Leggende’ nel 2015 e nelle ‘Leggende del calcio’ del Golden Foot nel 2004. È stato nominato nel 1992 Commendatore Onore al Merito della Repubblica Italiana e nel 2000 Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2003 l’Università di Cassino gli ha conferito la Laurea Honoris Causa in Scienze Motorie e Sportive. Nel 2014 ha pubblicato il libro “Dura un attimo, la gloria”.

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LA CARRIERA DA ALLENATORE

Dopo avere appeso gli scarpini al chiodo allena la Nazionale Olimpica. Nel 1988 va ad allenare la Juventus. Sulla panchina bianconera vi resta per due stagioni vincendo, nel secondo anno, la Coppa Italia e la Coppa UEFA. Vince a livello personale il premio Guerin d’Oro nella stagione 1989/90 e il Seminatore I.N.A. nel 1990. Il riassetto societario attuato dai vertici della società bianconera alla fine della stagione portò alla mancata conferma di Zoff in panchina nonostante le due coppe vinte.

L’ARRIVO ALLA LAZIO

Viene assunto dal presidente Gianmarco Calleri e diventa l’allenatore della Lazio. Le sue prime parole furono: “E’ per me un grande onore allenare la Lazio”. Rimane sulla panchina biancoceleste per quattro stagioni riuscendo a riportare la squadra in Coppa Uefa. Nel 1994 la Lazio ingaggia come allenatore Zdenek Zeman. Il patron, nel frattempo divenuto Sergio Cragnotti, offre allora al precedente tecnico la carica di Presidente della Lazio. Nel 1996/97 però la società esonera Zeman e richiama Dino in veste di allenatore. Vince il premio Guerin d’Oro come presidente nel 1996/97 e la stagione successiva. Nel 1997/98 la società assume Sven Goran Eriksson e Zoff torna a fare il presidente.

Ricopre tale carica fino a dopo i Mondiali in Francia del 1998, quando diventa Commissario Tecnico della Nazionale Italiana. Nel Campionato europeo del 2000 perde, a causa di un golden gol di Trezeguet, la finale contro la Francia e a seguito delle critiche del Presidente del Consiglio Berlusconi si dimette dall’incarico e torna alla Lazio come Vice Presidente. Nel 2001, per l’ennesima volta, quando Eriksson diventa CT dell’Inghilterra, la società lo richiama in panchina. Confermato per la stagione successiva viene esonerato alla terza giornata e sostituito da Alberto Zaccheroni. Nel gennaio 2005 viene ingaggiato dalla Fiorentina, che conduce alla salvezza. Al termine della stagione si ritira definitivamente dal mondo del calcio.

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