ITALIA I timori di Mancini per la Nations League: “Potrebbe essere un problema che…”

ITALIA I timori di Mancini per la Nations League, in cui la Nazionale farà il suo esordio questa settimana.

ITALIA I timori di Mancini per la Nations League. Quella aperta oggi sarà una settimana di fuoco per la Nazionale, che nei prossimi giorni farà il suo esordio nella competizione. Due gli impegni in programma, contro Polonia e Portogallo, rispettivamente il 7 a Bologna e il 10 a Lisbona. Ai microfoni della ‘Domenica Sportiva’, il ct ha commentato il momento degli azzurri, esprimendo qualche preoccupazione: “Abbiamo convocato diversi giocatori per ottimizzare il poco tempo che abbiamo, ma pochi giocatori italiani stanno giocando e questo potrebbe essere un problema. Ora c’è la Nations League e cercheremo di partire bene, non sarà semplice contro i polacchi che hanno fatto un Mondiale mediocre ma sono una grande squadra. Però vogliamo partire bene, mettere insieme una formazione competitiva in poco tempo e vincere“.

CONVOCATI

Abbiamo chiamato chi era già nel giro, chi ha giocato le ultime tre gare e aveva fatto bene. Tempo non ne abbiamo, non ci sono giocatori italiani che giocano, abbiamo qualche difficoltà ma il fatto che possiamo lavorare in questi giorni e conoscere altri giocatori può essere importante. I giocatori esperti li abbiamo, se possiamo conoscerne anche altri va bene. Cutrone assente? Lui è un giocatore che fa gol, vede la porta, ma non possiamo portarli via tutti all’Under 21. Speriamo che continui a far gol e a giocare“.

MODULO E ATTEGGIAMENTO

E’ presto per dirlo, i giocatori devono ancora arrivare. Conterà l’atteggiamento dei ragazzi, e che sia un atteggiamento offensivo. Il modulo è relativo, ma l’atteggiamento della squadra deve essere positivo“.

ZANIOLO

Poi, a proposito del giocatore della Roma, convocato senza aver giocato un minuto in Serie A, spiega: “Oltre a quelli conosciuti, abbiamo chiamato ragazzi che hanno fatto bene con le nazionali Under 19, Under 20. Ne chiameremo altri per capire cosa possono dare in futuro, ci vuole anche il coraggio di far giocare i giovani bravi se ci sono“.

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