LA NOSTRA STORIA Il pioniere Dante Filippi

LA NOSTRA STORIA Dante Filippi nasce a Roma il 21 agosto 1904. Il suo soprannome è ‘Strofoleppe’. La sua fama esplose dopo la prima guerra mondiale.

Nel 1913 Filippi cominciò a fare le sue prime esperienze ai margini del campo di calcio che la Lazio aveva alla Farnesina. Ancora piccolo, non prese parte al conflitto mondiale. Ogni pomeriggio frequentava l”Alberata’ di Villa Borghese dove ogni partita non durava mai meno di cinque ore. Un distinto signore lo avvicinò dicendogli di volerlo tesserare per la Lazio. Il ragazzo, già laziale “in pectore”, accettò con entusiasmo. Il signore distinto era Pietrangeli, a quel tempo osservatore della Lazio e che nei primi anni ’50 fu segretario della Roma.

Filippi fu subito inserito nella squadra ‘boys’. Giocava centravanti o mezzala destra. La fama di questo giovane cominciò ad allargarsi nei luoghi deputati al football romano: intorno al Colosseo, a Piazza d’Armi, all”Erbetta secca’ di Valle Giulia, al Parco dei Pini. Dopo neanche due anni, voluto dal carismatico e forte terzino ‘Cecè’ Saraceni, fu arruolato in prima squadra. L’esordio avvenne a quindici anni e mezzo e da allora divenne titolare inamovibile.

A venti anni partì militare e il comm. Augusto Rangone, C.T. della Nazionale, propose alla Lazio di farlo trasferire all’Alessandria, città dove doveva fare il militare. Pur di evitare il trasferimento la Lazio fece in modo di far spedire Dante militare a Messina da dove, alcuni mesi dopo, fece ritorno a Roma. Nella stagione 1926/27 Filippi subì un grave infortunio al ginocchio. A causa erano di alcuni screzi tra Dante e altri esponenti della Società nel 1928/29 il giocatore fu trasferito al Pontedera.

Nel 1929/30 si trasferisce a Macerata. Dal 1930 al 1932 fu al Cagliari in serie B. Nel 1932/33 passa all’Aquila e poi al Taranto. Dopo il ritiro Filippi accettò le proposte del Montepaschi divenendo un impiegato dell’Esattoria e giocatore nei tornei Interbancari. Giocò fino a quarantadue anni. Non ha mai smesso di amare i colori biancocelesti tanto che ogni pomeriggio libero lo passava nella sede della Lazio di Via Frattina tra un ramino e una chiacchierata con Zenobi che lo stimava talmente tanto da nominarlo Consulente Tecnico della sezione Calcio.

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