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ACCADDE OGGI 15 gennaio 1989: Lazio-Roma 1-0 (VIDEO)

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Il 15 gennaio 1989, dopo dieci anni, la torna a vincere il derby. Senza Martina, Sclosa, Gregucci e Gutierrez, i biancoceleti hanno realizzato un’impresa impossibile. Il tecnico, Giuseppe Materazzi, si è affidato al trio d’attaccanti composto dall’argentino Dezotti, l’uruguaiano Ruben Sosa e il lazialissimo Paolo Di Canio. Per farsi beffe dei giallorossi di Liedholm è bastato il ventenne ragazzo del Quarticciolo. Paolo Di Canio, prodotto del vivaio biancoceleste, dopo due stagioni alla Ternana in C2 (27 presenze, 2 gol), era tornato alla base nel 1987 ma in serie B, a causa di una tallonite, non aveva mai giocato rischiando addirittura di chiudere anticipatamente la sua carriera. Comunque sia la Lazio ha fatto suo il derby con pieno merito, mettendo in ginocchio una presuntuosa e impotente. La Lazio ha dominato nel primo tempo raccogliendo, proprio con Di Canio, al 26′ i frutti della sua superiorità, poi ha amministrato il risultato e sfiorato altre reti; per la Roma solo una traversa colpita da Voeller.

IL PRIMO TEMPO – I primi quarantacinque minuti sono stati completamente all’insegna dei biancocelesti. Lo scatenato Di Canio ha fatto soffrire Nela e tutti coloro che provavano a fermarlo. Al 26′ in seguito a una azione impostata da Monti e rifinita da un traversone di Ruben Sosa con una botta ravvicinata il giovane ventenne ha battuto Tancredi, firmando la sua prima rete in Serie A e nel derby. Dopo il gol firmato Di Canio continua la sua corsa andando a esultare con il dito puntato contro la curva giallorossa ripetendo il gesto fatto anni prima dal mitico Long John, Giorgio Chinaglia. La Curva Nord, colma di tifosi laziali che prima del via avevano disegnato un grande cuore biancoceleste, è esplosa in un boato di gioia indescrivibile. La Roma, colpita dal vantaggio dei rivali, non riusciva a reagire. Giannini, completamente annullato dai giocatori laziali, non è mai riuscito a fare un lancio decente per Voeller e Renato, controllati in maniera perfetta da Marino e Monti con la collaborazione del libero Piscedda. Tra i biancocelesti il più in palla appariva Pin, ben coadiuvato da Icardi, Sosa e Beruatto. Al 29′ un tiro di quest’ultimo sfiorava il palo con Tancredi ormai battuto. La Lazio grazie al ritmo imposto all’incontro, un pressing asfissiante e ripartenze veloci e perfette, impensieriva più volte la Roma impedendogli anche di ragionare. L’unica occasione per i giallorossi, nel primo tempo, era un colpo di testa di Renato con palla alta sulla traversa.

La ripresa – A inizio secondo tempo il tecnico giallorosso inseriva Bruno Conti al posto di Renato. Dopo il cambio effettuato, i giallorossi si riscuotevano: Conti direttamente da corner chiamava Fiori alla parata più difficile. Poi, sempre da lui, arrivava un passaggio perfetto per Voeller che però, da pochi passi, sprecava tirando sul portiere. Nel frattempo la Lazio però non restava a guardare e ogni volta che si spingeva in avanti impensieriva non poco l’estremo giallorosso. Al 77′ Icardi lanciava in profondità Di Canio, da questi palla al centro verso Dezotti ma l’argentino arrivava in ritardo sul pallone e il suo tiro sfiorava il palo. Passava un solo minuto ed era la Roma a rendersi pericolosa con un colpo di testa di Voeller che su calcio d’angolo battuto da Desideri centrava in pieno la traversa. All’84’ era ancora la Lazio a tentare la conclusione con Piscedda ma Tancredi bloccava la sfera. Da qui al termine non succedeva più nulla e i biancocelesti finalmente potevano tornare a festeggiare sotto la curva dei loro sostenitori.

IL TABELLINO

LAZIO: Fiori, Monti, Beruatto, Pin, Marino, Piscedda, Dezotti (90′ Greco), Icardi, Di Canio, Acerbis, Sosa (87′ Muro). A disp.: Bastianelli, Di Loreto, Rizzolo. All. Materazzi

ROMA: Tancredi, Tempestilli, Nela, Massaro, E. Oddi (82′ Gerolin), Collovati, Renato (46′ Conti), Desideri, Voller, Giannini, Policano. A disp.: Peruzzi, Andrade, Rizzitelli. All. Liedholm

Arbitro: D’Elia (Salerno)

Marcatori: 25′ Di Canio

Note: giornata mite, terreno in buone condizioni

Spettatori: 35.000 circa.

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LA NOSTRA STORIA Gianni Elsner, la voce dell’etere romano

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Gianni Elsner storico conduttore radiofonico laziale


Nato a Merano il 27 settembre del 1940 Gianni Elsner arriva a Roma nel 1965. Due anni dopo inizia la sua esperienza radiofonica. Negli anni precedenti aveva fatto anche l’attore dopo aver frequentato l’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico. Nel 1992 è stato eletto deputato con la Lista Pannella, per poi passare al gruppo misto per divergenze sui rimborsi elettorali.

Gianni Elsner arriva alla radio quasi per caso. Raggiunge la popolarità con la trasmissione ‘Te lo faccio vedere chi sono io’. Il titolo prende il nome da una canzone di Piero Ciampi. L’idea di usarla come sigla gli viene data dal suo grande amico Luciano Re Cecconi. L’impegno, che doveva essere temporaneo, va avanti per oltre trenta anni spaziando in tutti i campi, dalla cultura al sociale. Le letture del professor Trento Morera, le poesie, le adozioni dei suoi “bambuccini” del Paraguay – che continuano ancora oggi grazie all’Associazione Gianni Elsner www.associazionegiannielsner.it/ -, la cartolina per Riccardino, le nonnine della Magliana, le sue battaglie a fianco dei meno fortunati. Ai suoi microfoni negli anni sono intervenuti campioni e stelle dello sport, esponenti della politica e delle istituzioni e, soprattutto, molta gente comune. Compagno di intere mattinate trascorse ad ascoltare i suoi racconti dal sapore di una radio antica con lui è finita l’epoca romantica dell’etere romana. Grande tifoso della , uno dei primi anchorman calcistici. Malato da tempo fino all’ultimo ha lavorato dalla sua casa-studio alla Balduina. Pochi giorni prima di lasciarci aveva compiuto 69 anni. Molti sono i giornalisti che tentano di imitarlo con scarsissimi risultati. Pochissimi quelli che spiccano per un po’ di personalità ma che risultano imprigionati nella ricerca di una propria dimensione.

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