Lazio Acerbi: “Mi piace difendere e se capita, segno. Ciro? Lo sento spesso”

Lazio Acerbi continua a parlare di sé rispondendo alle domande dei tifosi tramite le dirette Instagram

Lazio Acerbi – Il numero 33 biancoceleste, si trova a casa, in quarantena e ogni tanto, decide di dedicarsi alle dirette Instagram dopo può rispondere alla domande dei tifosi sulla sua vita personale o sul calcio

Forza mentale: “Io mi faccio seguire e aiutare da uno psicanalista perché voglio migliorare sempre, sia come uomo e in tutto quello che svolgo. Bisogna sempre migliorare, dipende tutto da se stessi. A me piace giocare, quindi gioco sempre anche quando in campo sono leggermente stanco, in quel caso inizio a usare la testa, è importante usarla per uno che gioca nel mio ruolo. E’ anche per questo che durante la settimana mi riposo molto”. 

I gol: “Se mi dovessero far tirare un rigore importante? Lo calcerei senza problemi, non sentirei la paura addosso, perché è sempre meglio tirare e sbagliare piuttosto che non farlo. Fino a qualche anno fa mi piaceva moltissimo segnare, adesso quando segno provo belle sensazioni ma preferisco più difendere la porta. Però mi piace salire in attacco. Quando sono andato davanti la porta nel gol contro il Torino devo ammettere che intorno a me ho sentito molti insulti, poi invece è andato tutto bene e mi hanno addirittura detto che sono stato bravo. A volte se ti senti di fare una cosa, la devi fare. Però sono dell’idea, che è sempre meglio passare la palla a Luis Alberto”.

Luis Alberto: “Lui è semplicemente fantastico. Noi non lo abbiamo scoperto ora, si vedeva già dagli anni passati la sua vera forza, in questa stagione però, ha trovato continuità a livello fisico. E’ un vero talento con tante qualità, sicuramente è uno dei giocatori più forti con cui abbia mai giocato, forse solo Robinho era più forte di lui”.

Immobile: “Lui aveva fatto cose eccezionali anche la scorsa stagione, dimostrando di essere un grande. Quest’anno è riuscito addirittura a migliorare trovando un grande equilibro e serenità. Insieme a tutta la squadra sta dando tantissimo e grazie a tutti sta rendendo moltissimo. Ovvio che lo sento, abbiamo un bel rapporto e ci sentiamo spessissimo”.

Futuro: “Mi piacerebbe allenare una volta finita la carriera come calciatore. Ammetto di essere un vero rompiscatole, quindi questo, potrebbe aiutarmi molto come allenatore, perché so osservane bene e credo che sarei in grado di gestire bene un gruppo”.

Attaccanti in Serie A: “Beh, diciamo che ce ne sono diversi di attaccanti che in Serie A potrebbero darmi fastidio, direi gli attaccanti che sono completi. Sì, quelli che hanno sia forza che fisico come Higuain o Dzeko. I giocatori completi sono veramente imprevedibili”.

Fantacalcio: “Ci giocavo da piccolo, ora non più perché dovrei stargli dietro e non ci riesco, non ricordo neanche chi gioca e chi no. Però sono contento che la gente mi acquisti, è bello sapere di essere apprezzato da chi ti segue. Molte persone ci mettono tanta voglia in questo gioco e quando ti vogliono spendendo molti crediti, ti fa sentire bene”.

Paura: “Io ogni tanto ho paura, perché non sono invincibile. Però bisogna saperla tenere d’occhio senza farsi sovrastare, avere troppa paura non è mai buono, ti porta spesso a essere troppo negativo. Spesso avere troppe paranoie ti blocca e non ti permette di vivere bene, perciò vanno gestite, anche nel calcio”.