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LA NOSTRA STORIA Il centrocampista Renato Spurio

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LA NOSTRA STORIA Renato Spurio nasce a Roma il 10 giugno 1930. Inizia a giocare come attaccante. Trasformato centromediano da Dino Canestri per la sua velocità e lo stacco di testa.

È un Maresciallo di Pubblica Sicurezza, Attilio Carviglia, che nel 1945 finita la guerra si prende cura di lui e di altri 14 ragazzini appena quindicenni e li riunisce in una squadra di calcio per toglierli dalla strada. Spurio cresce nelle giovanili biancocelesti. Fa parte della formazione titolare della squadra juniores che l’11 luglio 1948 battendo la Triestina per 2-1 conquista il primo titolo italiano dell’appena costituita Lega Giovanile. Esordisce in prima squadra nella stagione 1948/49 con l’allenatore Mario Sperone. L’anno dopo gioca solo 5 gare. Nella stagione 1950/51 passa in prestito all’Anconitana per un anno, in serie B, e l’anno dopo al Prato, in C. Torna alla Lazio nel 1952/53 e vi resta per due stagioni come riserva. Nel 1954/55 passa in prestito al Monza e torna l’anno dopo. Successivamente milita con la Federconsorzi Roma e con l’Anconitana. È deceduto a Roma il 19 maggio 2015.

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LA NOSTRA STORIA Gianni Elsner, la voce dell’etere romano

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Gianni Elsner storico conduttore radiofonico laziale


Nato a Merano il 27 settembre del 1940 Gianni Elsner arriva a Roma nel 1965. Due anni dopo inizia la sua esperienza radiofonica. Negli anni precedenti aveva fatto anche l’attore dopo aver frequentato l’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico. Nel 1992 è stato eletto deputato con la Lista Pannella, per poi passare al gruppo misto per divergenze sui rimborsi elettorali.

Gianni Elsner arriva alla radio quasi per caso. Raggiunge la popolarità con la trasmissione ‘Te lo faccio vedere chi sono io’. Il titolo prende il nome da una canzone di Piero Ciampi. L’idea di usarla come sigla gli viene data dal suo grande amico Luciano Re Cecconi. L’impegno, che doveva essere temporaneo, va avanti per oltre trenta anni spaziando in tutti i campi, dalla cultura al sociale. Le letture del professor Trento Morera, le poesie, le adozioni dei suoi “bambuccini” del Paraguay – che continuano ancora oggi grazie all’Associazione Gianni Elsner www.associazionegiannielsner.it/ -, la cartolina per Riccardino, le nonnine della Magliana, le sue battaglie a fianco dei meno fortunati. Ai suoi microfoni negli anni sono intervenuti campioni e stelle dello sport, esponenti della politica e delle istituzioni e, soprattutto, molta gente comune. Compagno di intere mattinate trascorse ad ascoltare i suoi racconti dal sapore di una radio antica con lui è finita l’epoca romantica dell’etere romana. Grande tifoso della Lazio, uno dei primi anchorman calcistici. Malato da tempo fino all’ultimo ha lavorato dalla sua casa-studio alla Balduina. Pochi giorni prima di lasciarci aveva compiuto 69 anni. Molti sono i giornalisti che tentano di imitarlo con scarsissimi risultati. Pochissimi quelli che spiccano per un po’ di personalità ma che risultano imprigionati nella ricerca di una propria dimensione.

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