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TIFOSI LAZIO Intervista al Nebeskoplavi, il fan club nato grazie alle prodezze di Boksic

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La redazione di Laziochannel.it ha contattato il , che unisce i tifosi slavi di varie nazione. Una passione iniziata grazie a Boksic che si è poi consolidata nel tempo

Dopo l’intervista al SS Lazio FR in cui vi abbiamo raccontato la lazialità in Francia, è ora di spostarci sulla vicina costa dei Balcani dove nel 1994 è nata la passione per la Lazio grazie all’indimenticabile Alen Boksic. Una bella storia di tifo, integrazione tra tanti popoli separati dalla guerra ma uniti dalla passione biancoceleste. Ce lo ha raccontato uno dei fondatori, Zeljko Markovic.

  • Come è nata la tua passione per la Lazio? Raccontaci l’episodio o un aneddoto che ti ha fatto innamorare dei biancocelesti
    Tutto ebbe inizio nel 1994, a Pola (in Croazia), quando stavo guardando una partita Lazio-Milan con degli amici. Qui ho visto Boksic e da quel momento ho iniziato a seguire la Lazio. Quando Boksic andò alla Juve, tutti i miei amici pensavano che avrei smesso di seguire il club, invece la mia passione è rimasta. Poi Boksic è tornato e sono arrivati anche Mihajlovic, Stankovic, etc., e non ho mai smesso di amare la Lazio. Per me esiste solo la Lazio, solo la maglia!“.
  • Il fan club Nebeskoplavi unisce tanti popoli ex Jugoslavia. Come nasce questa idea di fondare questo fan club e cosa significa il nome in italiano?
    In Serbia si sono raggruppati dei tifosi della Lazio con a capo Dejan Kordić. Su un forum, Nebeskoplavi, si scambiavano informazioni sul club. In seguito il gruppo ha ricevuto membri anche dagli altri Paesi dell’ex Jugoslavia, come ad esempio la Croazia, la Slovenia, la Bosnia ed Erzegovina, la Macedonia e il Montenegro. Tutti i membri si scambiavano informazioni a vicenda sul forum menzionato precedentemente, visto che all’epoca le informazioni non erano così facilmente ottenibili come lo sono al giorno d’oggi. Dopo il forum, il gruppo ha deciso di aprire una pagina su Facebook, dove potevamo connetterci con altri tifosi molto più facilmente e velocemente. Su questa pagina venivano messe tutte le informazioni riguardanti partite, viaggi, risultati, giocatori, ecc. Lo scopo del fan club era quello di raggruppare tutti i tifosi e di dare informazioni utili ed ottime. Dejan, un mio grande amico, ha fatto un lavoro veramente eccellente. Rešad, Dejan, Toni ed io eravamo coloro che controllavano la pagina su Facebook e cercavamo sempre di essere quanto più precisi, corretti e veloci. Il termine “Nebeskoplavi” significa, ad litteram, “celesti”, però noi lo intendiamo come “Biancocelesti” poiché non esiste un termine preciso nelle nostre lingue per dire “Biancocelesti”. Dunque, da noi i “Biancocelesti” vengono chiamati “Nebeskoplavi.
  • Tante le tensioni passate tra i popoli che rappresentate. Il vostro fan club vuole dare anche un messaggio di pace e di integrazione?
    Sì, c’è stata una terribile guerra civile nell’ex Jugoslavia. La politica si è intromessa e ha fatto disunire i Paesi membri dopo 45 anni facendoli diventare indipendenti. Anche se la storia dei rapporti tra i nostri Paesi non è tanto bella, noi non ne parliamo perchè non ci interessa la politica. Infatti, la regola principale e fondamentale dei Nebeskoplavi è di non parlare di politica, religione, ed altri temi che possono creare tensione. Sulla pagina dei Nebeskoplavi si parla soltanto ed esclusivamente della Lazio. Non si parla mai dei temi “tabù”. La Lazio ci ha uniti e funzioniamo come una sola entità quando si tratta del club. Ognuno è libero di credere (o pensare) a ciò che vuole nella sua vita privata e personale, ma quando parliamo tra di noi, o andiamo iad una partita, parlare degli argomenti tabù è assolutamente vietato. Abbiamo un codice di comportamento e ci atteniamo ad esso. Se qualcuno inizia a parlare degli argomenti precedentemente nominati, viene estromesso dal gruppo“.
  • Parlando di Lazio, raccontaci della vostra visita a Formello e dell’incontro con i calciatori (in che data è avvenuto e come è stato organizzato?). Mi hai detto che avete un ottimo rapporto con , come è nata questa amicizia e cosa puoi raccontraci di Sergej?
    Nel 2015 siamo andati a vedere una partita contro il Torino. Dopo la partita abbiamo incontrato il nostro amico Luigi Sinibaldi (telecronista sul Lazio style channel) che conosceva il nostro gruppo da anni (anche ora ci incontriamo con lui ogni volta che andiamo a Roma o ad Auronzo). Abbiamo parlato un po’ con Luigi e ci ha invitato a Formello. È stato uno dei giorni più belli della nostra, come la chiamiamo noi, “carriera da tifosi”. Sergej era appena arrivato alla Lazio e abbiamo parlato anche con lui. Gli abbiamo dato supporto e dei consigli che ha seguito (grazie a lui la Lazio è dov’è, secondo me). Abbiamo incontrato anche Dušan Basta, che ci ha regalato la sua maglia. Non ne aveva 5 (per tutti), perciò disse che dovevamo metterci d’accordo tra di noi  per chi l’avrebbe presa, ma abbiamo deciso facilmente, essendo un gruppo molto unito. Fu un giorno fantastico, da ricordare ed eravamo felicissimi. Abbiamo incontrato anche Franjo Prce e Ravel Morrison.  Il giorno prima della partita contro il Torino abbiamo assistito alla partita della Primavera (quando giocava anche Mika Rokavec dalla Slovenia – pure lui un nostro amico). Abbiamo conosciuto Sergej grazie al nostro amico comune Aleksandar. Da giovani loro due giocavano a calcio insieme nella Vojvodina. Una volta arrivato a Roma, Sergej ha incontrato nuovamente Aleksandar che lo ha fatto conoscere a noi. Sergej trova sempre del tempo per noi. Ad esempio, ci aveva portati nell’hotel a Genova in cui risiedeva – anche a Milano, Parma, ecc. Ovunque andavamo, lui era sempre disponibile a incontrarci, a parlare con noi, a fare delle foto… Insomma, si vede che è una persona bravissima e molto rispettosa. A volte viaggiamo per più di 1000 chilometri soltanto per vedere la Lazio. Un altro bel gesto di Sergej è stato quando segnò il suo primo goal nel Derby della Capitale. Ci regalò la maglietta che aveva adosso durante la partita, che ora si trova nella camera di mio figlio, che è un suo grande fan“.
  • Tanti campioni ex Jugoslavia hanno indossato la maglia della Lazio. Quali sono i vostri top 3 e perchè?
    Per me al primo posto si trova Boksic, poi Mihajlovic e infine Stankovic. Boksic perché era un fenomeno (gli italiani lo chiamavano un alieno – lo è davvero!). Mihajlovic perché ci ha portato così tante vittorie e così tanta gioia che non potrà mai essere dimenticato. Stankovic perché è arrivato nel club da giovane, ma ha lavorato tanto ed è diventato anche lui un’icona della Lazio. Riguardo i nuovi giocattori, per me Sergej è il numero uno“.
  • Avete mai assistito a delle gare della Lazio all’Olimpico? Se si, quali? Avete avuto modo di vivere la Curva Nord?
    Finora abbiamo assisstito a più di 40 partite a Roma. Le migliori sono state la SuperCoppa contro la Juve 2017  con mio figlio quando aveva solo 7 anni, Finale Coppa Italia contro l’Atalanta e la più importante è stata quella dell 26.05.2013 quando il nostro fratello Goran dalla Macedonia, membro dei “Nebeskoplavi” era in Curva Nord. Con mio figlio sono stato a due partite di Di padre in figlio. L’ultima partita a cui sono stato è stata quella contro il Napoli per celebrare i 120 anni, a gennaio del 2020. Poi siamo stati a Brescia, Udine (dove andiamo regolarmente), Parma, Verona, Milano, Genova, Bologna, Napoli, Firenze, Pescara, Glasgow contro Celtic etc. In totale siamo stati a più di 100 partite (comprese sia le trasferte che quelle a Roma). Siamo stati anche a Bruxelles per vedere la tomba di Luigi Bigiarelli, il nostro fondatore“.
  • Quali sono le vostre iniziative per divulgare la Lazialità nella vostra terra e nelle nazioni che rappresentate?
    Ognuno di noi ha il proprio, diciamo, “sottogruppo” nel suo Paese. Ad esempio, a Pola (dove abito), in Croazia, abbiamo un sotto fan club che si chiama “Lazio Pola”. Ci riuniamo regolarmente e insieme guardiamo tante partite. Sui social media (Instagram, Facebook) mettiamo le foto di come ci divertiamo e chiamamo gli altri Laziali dalle altre regioni dell’ex Jugoslavia, e poi loro mettono le loro foto, ecc. Cerchiamo sempre di diffondere l’amore per la Lazio. Abbiamo messo il risultato della vittoria contro il Dortmund su Facebook – perciò anche quelli che non seguono il calcio italiano o tedesco potevano avere notizie sulla Lazio“.
  • Cosa ti aspetti dalla stagione attuale e un commento sulla Lazio di oggi.
    Per questa stagione ci aspettavamo un po’ di più dal calcio mercato in difesa. Speriamo che Muriqi dimostrerà di essere forte. L’attacco è ottimo grazie a Correa e Ciro. Il centrocampo è pure ottimo grazie a Sergej e Luis Alberto. Credo che la Lazio sia il club con il centrocampo migliore in Italia. La Lazio “crea nomi”, non li compra. È un club che non spende soldi per giocatori già famosi, bensì investe in giovani talenti e li fa sbocciare. Ritengo che bisognava soltanto rinforzare la difesa. Siamo sicuri che sia possibile ripetere il sucesso dell’anno scorso e che dovremmo combattere per lo Scudetto.
  • Come viene vista la Lazio nel mondo slavo?
    La Lazio è abbastanza conosciuta in Istria (la regione croata in cui abito) perché siamo molto vicini all’Italia. In Serbia è pure abbastanza conosciuta visti i tanti giocatori della Lazio di nazionalità serba, nel passato e nel presente. Per la Slovenia vale la stessa cosa come per l’Istria. Nella Bosnia ed Erzegovina è diventata conosciuta grazie a Lulic. Insomma se ne parla abbastanza. Si vede che i giocatori giocano con tutto il cuore e provano amore verso il club. La maggior parte di loro non è arrivata nel club solo per i soldi, bensì soltanto per il desiderio di giocarci e appartenerci“.
  • Infine raccontaci come vivete nella vostra terra il derby e la rivalità con la Roma. E’ paragonabile al derby tra Stella Rossa e Partizan?
    Il derby è una cosa speciale. Cerchiamo sempre di andare a Roma per guardarlo, ma se non riusciamo lo guardiamo tutti insieme in televisione. Le tensioni e le emozioni sono tante e profonde prima del derby. È una partita veramente particolare. Non saprei compararlo a Stella Rossa e Partizan (né a Dinamo e Hajduk  in Croazia) poiché non seguo questi club. Nella mia mente c’è soltanto la mia carissima Lazio. Ho degli amici che tifano per questi club e credo ci sia sempre lo stesso tipo di tensione come durante il derby tra la Lazio e Roma. Insomma, un’atmosfera abbastanza intensa“.

a cura di Marco Corsini (Facebook)

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UCL PAGELLE LAZIO ZENIT – Ciro, gol da cineteca. Hoedt e Correa da applausi

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Quarta giornata della Uefa Champions League. Pagelle Lazio Zenit

Pagelle Lazio Zenit

REINA 6.5 – Seppur inoperoso per quasi tutto il match, infonde sicurezza ai compagni di reparto. E’ uomo spogliatoio e veterano da cui si può solo imparare. Incolpevole sul gol subito, sempre pronto a dare consigli ai difensori. Prezioso.

PATRIC 6.5 – Solita partita ordinata dello spagnolo senza sbavature. Quando è necessario spazza come se non ci fosse un domani. Sicurezza. Dal 60′ LUIZ FELIPE 6 – Buona sgambata per il ritorno in campo dopo lo stop forzato.

HOEDT 7 – Una delle migliori partite da quando è tornato a Roma. La Champions sembra dargli motivazioni in più e lui non tradisce la fiducia del mister. L’olandese domina siia sulle palle alte che sugli anticipi, lasciando le briciole agli attaccnti russi. Dominatore.

ACERBI 6.5 – Il leone schierato braccetto di sinistra ormai non fa più notizia: gioca bene ovunque venga schierato. Crrca spesso il fondo per sfornare cross, quasi sempre precisi. Commette però un errore di marcatura su Dzyuba in occasione del gol dello Zenit, lasciandogli tutto lo spazio per la girata vincente.

LAZZARI 6.5 – Inserimeni perfetti quest’oggi, ma la solita pecca: la mancata freddezza sottoporta. Sbaglia un gol già fatto sul finire del primo tempo a tu per tu con il portiere . Si riscatta nella ripresa con il suo guizzo vincente nell’azione che porta al rigore del 3-1. Dal 67′ FARES s.v.

PAROLO 7 – E’ nel suo magic moment. Dopo la bella prova a Crotone condita da un assist, questa sera sigla un bel gol dal limite dell’area con una staffilata di destro che lascia senza scampo il portiere avversario. Tanta sostanza e copertura davanti alla difesa. Sfiora anche il raddoppio, esce per stanchezza. Rinato. Dal 60′ AKPA AKPRO 6.5 – Corsa e sostanza al servizio della squadra. Che bella scoperta questo calciatore.

LEIVA 6.5 – Meno brillante rispetto a Crotone, soffre le due gare ravvicinate in pochi giorni. Nel primo tempo è ottimo, suo il passaggio per Immobile per l’1-0. Cala fisicamente nella ripresa, ma tiene senza troppi problemi le offensive russe. Dal 67′ CATALDI s.v.

LUIS ALBERTO 7 – Buona prova dello spagnolo che torna ad assaporare il sapore della Champions dopo la prima contro il Dortmund. Senza , è lui a prendere la guida del centrocampo. Ha giocato a tutto campo, tra discese, assist e coperture. Ha messo in porta anche Muriqi, che però non ha finalizzato. Magico.

MARUSIC 6.5 – Grande partita di sacrificio per Adam che ha iniziato a sinistra e terminato a destra. ha rinunciato alle folate offensive per dedicarsi al contenimento, lasciando spesso scendere Acerbi con lui a coprirgli le spalle. Lavoratore silenzioso, mai una polemica, è sempre al servizio della squadra. Risorsa.

CORREA 7.5 – Danza con il pallone, supera gki avversari con una facilità disarmante e mette tutti in porta. Delizose le sue progressioni con partenza lenta e accelerazione improvvisa che non lascia scampo a nessuno. Il pallone gli resta incollato sullo scarpino e fermarlo diventa proibitivo. E’ in grande forma e soprattutto sta trovando la continuità giusta che lo sta facendo maturare. Gli è mancato solamente il gol. Vai col tango.

IMMOBILE 8 – Pronti, via e gol da cineteca. Si è presentato così il King in questa notte, per lui, da Re. Si perchè la girata improvvisa dal limite dell’area e la parabola sotto l’incrocio con il destro, sono da stropicciarsi gli occhi. Poi si procura il rugore e lo trasforma con la solita potenza e freddezza. Le polemiche lo satnno rendendo ancor più cattivo sotto porta. Re per una notte. Dall’81’ MURIQI s.v.

ALL.INZAGHI 7 – Ad un passo dalla qualificazione agli ottavi di finale. Questa sera las ua squadra è stata bella anche se troppo sprecona. Tatticamente ordinata e perfetta, non sembre finalmente risentire dei tanti impegni ravvicinati. Avanti così.

Marco Corsini

LEGGI LE PAROLE DI IMMOBILE NEL POST GARA DI LAZIO ZENIT

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