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Caso Lotito Zarate, la Procura Federale archivia l’indagine. Social di Filippo Roma presi d’assalto

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Il servizio delle sul caso Lotito Zarate aveva fatto scattare la macchina della Procura Federale con un’indagine. Oggi è stato archiviato tutto.

Non è infatti emersa alcuna irregolarità da parte del patron e per questo è stata archiviata. Continuerà invece in sede penale il contenzioso tra Lotito e Luis , agente nel 2008 di Zarate.  L’accusa di Ruzzi a Lotito è quella di aver pagato regolarmente solo una parte dello stipendio del giocatore (7 dei 20 milioni in 5 anni). La differenza venne versata come commissione alla società londinese Pluriel Limited che a sua volta avrebbe girato quei soldi ad una società del fratello di Zarate. Secondo il servizio delle Iene, in questo modo Lotito avrebbe evitato di pagare una parte di tasse. Intanto i tifosi della Lazio hanno intasato i social della Iena Filippo Roma che aveva fatto il servizio in questione chiedendo spiegazioni e esultando per questa archiviazione.

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LAZIO Riccardo Cucchi parla di Maradona e del loro incontro

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Intervenuto all’interno del programma C’mon Lazio, in onda su Non è la Radio, Riccardo Cucchi ha parlato di Maradona e ricordato l’incontro con il campione argentino.

Riccardo Cucchi è intervenuto ai microfoni di Non è la Radio e ha ricordato il suo incontro con Diego Armando Maradona. “Sì, ne ho vissuto tante, sono stato fortunato, ho lavorato in un epoca in cui nel nostro calcio era pieno di campioni, tra questi sicuramente Maradona”, ha riferito, “ho avuto il piacere di conoscere Diego Armando Maradona, di lui conservo un ricordo speciale: un’intervista realizzata in Svizzera che mi era stata chiesta per ricordare il Maradona che aveva vinto il mondiale con l’Argentina, mi aveva chiesto di non trattenerlo più di 3 minuti, invece rimanemmo al tavolo del bar dell’albergo per 45 minuti con caffè svizzero. Il suo rimase lì, abituato come era a bere caffè napoletani. Io non riuscivo a distogliere lo sguardo dal suo piede, lui mi chiese come mai lo stavo fissando e gli risposi che stavo cercando di capire quale segreto nascondesse il piede. Non l’ho mai saputo e non l’ho mai scoperto”. E ancora: “Quello che faceva Maradona era trasformare l’impossibile in possibile”. “Sembrava tutto facile, ma in realtà non lo era affatto, non aveva doti fisiche o atletiche adatte, tendeva a ingrassare, si allenava poco ma quando aveva il pallone tra i piedi tutto cambiava, la partita si illuminava”, ha proseguito. Maradona è morto nel giorno in cui sono morti Fidel Castro e George Best: “Una circostanza che ci porta a due riflessioni, la prima è che Maradona era legato a Fidel Castro” e poi “il paragone con Best mette insieme la grandezza del calciatore e anche la fragilità dell’uomo, ma quando erano in campo erano veramente Dei del pallone, Maradona era un Dio in campo”. Cucchi ha infine dedicato un pensiero alla Lazio e all’ultima partita: “Una bella Lazio, fatemelo dire, mi è piaciuta molto la squadra, la coralità, l’impegno, la concentrazione. Sono rimasto molto soddisfatto. Due o tre eccellenze dell’altro giorno: Ciro Immobile è straordinario, Correa è imprendibile e poi Acerbi in questo momento uno dei difensori più forti d’Italia”.

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