Seguici sui Social

News

La storia del capanno Pippanera, parla Buccioni: “Mi fanno ridere le critiche dei romanisti”

Pubblicato

il

PUBBLICITA

Intervenuto ai microfoni della trasmissioni C’mon Lazio su Non è la radio il presidente della Polisportiva Antonio Buccioni ha ripercorso la storia del capanno Pippanera dove si riunivano i laziali al tempo della fondazione della società.

“Siete nati nel Pippanera altro che Piazza della Libertà!” questi i commenti dei romanisti a denigrare lo storico circolo che ha visto la riunione di molti laziali del tempo nei primi del ‘900. Se volevano prendere in giro non ci sono davvero riusciti. Ad alzare la voce con orgoglio è stato lo stesso Antonio Buccioni che ha dichiarato: “Mi faccio una risata sulla goliardia dei romanisti. C’è un aspetto territoriale che va evidenziato: questo ci fa capire l’assoluta romanità che porta la Lazio. Chiunque conosce la città sa che la Lazio è nata a Piazza della Libertà e il Pippanera era un barcone nel quale si riunivano i ragazzi della città dove adesso c’è il Canottieri Lazio e che con delle scalette era facilmente raggiungibile da Piazza della Libertà stessa. Il barcone trasportava le persone lungo le sponde del Tevere. La squadra podistica si andava a cambiare direttamente nel galleggiante Pippanera. Questo era una prerogativa di canottieri, nuotatori e testimonia l’assoluta romanità della nostra squadra. Chiunque conosce il fiume di Roma, il Biondo Tevere, sa che i gestori dei circoli non erano nobili ma figli del popolo come nel caso del Pippanera. Cittadella dello sport? Il Comune ha fatto un sopralluogo negli ultimi tempi ma per il momento non ci sono notizie circa il progetto complessivo. Stadio Flaminio alla Roma? La notizia è assolutamente una baggianata, frutto della fantasia. Potrebbe invece ospitare al suo interno un museo della Lazio; per gli spazi esterni invece non credo ci sia la volontà della Lazio calcio di utilizzarlo. Credo che possa essere invece funzionale per la Polisportiva. Battuta di Rizzitelli? Non credo che sia il caso di esprimermi”.


Pubblicità

Focus

LA NOSTRA STORIA Domenico ‘Mimmo’ Caso

Pubblicato

il


LA NOSTRA STORIA Domenico MimmoCaso nasce a Eboli (SA) il 9 maggio 1954. Centrocampista, fa il suo debutto nel calcio professionistico con la Fiorentina. Nella stagione 1974-1975 vince il suo primo trofeo: la Coppa Italia. Nella stagione 1978-1979 Caso lascia la Fiorentina e si trasferisce al Napoli. Nell’estate 1979 passa all’Inter. Nel 1980 si laurea Campione d’Italia. Dopo l’esperienza in nerazzurro passa per due anni in Serie B al Perugia. Nell’estate del 1983 torna in Serie A con il Torino. Quindi passa alla Lazio, in quel periodo nella serie cadetta. Con la maglia biancoceleste disputa tre stagioni. Nel 1988, dopo la promozione in A, viene ceduto al Latina. Chiude la carriera nell’Orceana.  Dal 1992/93 al 1996/97 è l’allenatore della Lazio Primavera. Il primo anno sfiora lo Scudetto perdendo la finale contro l’Atalanta. Nella stagione 1994/95 vince il titolo. Tra i tanti giovani lancia Alessandro Nesta, Marco Di Vaio, Alessandro Iannuzzi, Flavio Roma e Daniele Franceschini. Dopo aver guidato Foggia, Chievo e Pistoiese, nel 2003/04 torna ad allenare la Primavera laziale. Nel 2004/05 viene chiamato dal nuovo presidente biancoceleste Claudio Lotito ad allenare la prima squadra. Viene esonerato e sostituito da Papadopulo. Successivamente allena la Ternana. A giugno del 2009 viene nominato supervisore del settore giovanile della Cisco Roma. Nel 2011 assume la guida degli Allievi Regionali A1 della Voluntas (Spoleto). A luglio del 2012 viene nominato allenatore della squadra Primavera della Virtus Lanciano. Nel 2013 viene ingaggiato come tecnico della squadra Primavera della Reggina, ma dopo pochi giorni decide di lasciare l’incarico per motivi familiari.

LASCIA UN ‘LIKE’ ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK

DIVENTA UN NOSTRO FOLLOWER ANCHE SU TWITTER

 

Continua a leggere

Articoli più letti