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LA NOSTRA STORIA Il portoghese Nani

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Luis Nani con la maglia di allenamento della Lazio
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Il 17 novembre 1986 a Praia nasceva Luis Carlos Almeida da Cunha, il portoghese Nani. Ex centrocampista ed attaccante della Lazio e della nazionale del suo paese, con cui si è laureato campione d’Europa  nel 2016.

Nel 2004 Nani si trasferisce nella primavera dello Sporting CP con la quale vince il campionato giovanile. Agli inizi della stagione 2005-2006, divenuto professionista, viene convocato in prima squadra. A maggio del 2007 si trasferisce al  Manchester United, al quale si lega per cinque anni. Il suo debutto avviene in una finale della Community Shield, poi vinta. Nel suo primo anno in Inghilterra vince la Premier League e la UEFA Champions League. Nel dicembre  2008  conquista il Mondiale per club. A marzo 2010 il Manchester annuncia di aver prolungato il contratto di Nani di altri quattro anni. Nella stagione 2013-2014 vince di nuovo la Community Shield. Chiude la sua carriera con i diavoli rossi dopo sette anni.

Ad agosto 2014 viene ceduto in prestito allo Sporting CP, facendo ritorno nella squadra che lo aveva lanciato nove anni prima. Chiude la stagione vincendo la Taça de Portugal. L’anno successivo si trasferisce al  Fenerbahçe per cinque milioni e mezzo di euro. Dopo un anno si trasferisce a titolo definitivo al Valencia dove firma un contratto triennale. Il 31 agosto 2017 la Lazio lo ingaggia in prestito con diritto di riscatto. Fa il suo esordio in maglia biancoceleste nella gara vinta 6-1 contro il Sassuolo. Il 19 ottobre disputa la sua prima partita di Europa League con la squadra capitolina. Dieci giorni dopo mette a segno la sua prima rete in Italia in occasione della gara vinta 5-1 in casa del Benevento. Nell’estate del 2018 torna allo Sporting Lisbona. A febbraio del 2019 firma un contratto con l’Orlando City e approda in MLS.

Nel 2006 ha partecipato con la nazionale Under 21 all’Europeo di categoria in  Portogallo. A settembre dello stesso anno esordisce nella nazionale maggiore. Nel 2008 viene convocato per gli Europei in Austria e Svizzera. Nel corso della sua carriera ha vinto 2 Coppe del Portogallo, 5 Community Shield, 4 Premier League, 2 Coppa di Lega Inglese, 1 UEFA Champions League, 1 Coppa del Mondo per club e 1 Campionato Europeo.

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Lazio Di Bello ti rovina la partita: rigore inesistente e secondo gol di mano

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Lazio Di Bello ti rovina la partita

Lazio Di Bello ti rovina la partita – La partita di ieri sera è stata condizionata inizialmente dall’arbitro che ne ha rovinato l’andamento

Lazio Di Bello ti rovina la partita – 5 gol subiti sono tanti, la colpa è anche della Lazio e la sua difesa che a ogni tiro in porta prendeva sistematicamente gol con un Reina alquanto colpevole di 2-3 gol. L’atteggiamento dopo i due gol subiti non è stato dei migliori, in quel momento la Lazio avrebbe potuto reagire ma dopo aver visto il rigore concesso e negato (con l’espulsione) loro nello stesso momento e il secondo gol la squadra è ceduta mentalmente. Ma andando ad analizzare proprio i primi due gol scopriamo che il rigore per il Napoli non c’era, Milinkovic entra chiaramente prima sul pallone anticipando Manolas che spunta all’improvviso da dietro e non viene toccato e sul ribaltamento abbiamo un rigore netto con espulsione a Hysai che tira Lazzari. La partita si sarebbe messa su tutt’altro binario.

SECONDO GOL IRREGOLARE

Ma anche il secondo gol del Napoli non è stato regolare, infatti Mertens dopo il lancio di Insigne controlla la palla con il piede destro e fa carambolare la palla sul suo braccio sinistro aperto che devia ampiamente la posizione proprio di questa facendola finire nella direzione giusta per il dribbling perfetta. Il Var in questo caso non è intervenuto né avrà visto il tocco di mano chiaramente influente ai danni dell’azione, la palla sarebbe schizzata verso Fares e Martens non avrebbe continuato l’azione. Insomma come al solito a Napoli la Lazio viene quasi sempre penalizzata da errori arbitrali che come in questo caso sono stati determinanti. Radu ha provato a contrastare il belga e ha notato subito il tocco di mano riferendolo all’arbitro ma non è stato ascoltato. Ovviamente la partita sarebbe potuta andare in un altro modo e dopo il 2-0 la Lazio avrebbe potuto reagire cercando la rimonta invece di continuare a commettere errori ma la partita è stata chiaramente indirizza anche sotto l’aspetto mentale.

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