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LA NOSTRA STORIA Il presidente Gianmarco Calleri

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LA NOSTRA STORIA Gianmarco Calleri nasce a Busalla (GE) il 10 gennaio 1942 (e non il 13 gennaio 1945 come riportato dalla maggior parte delle fonti). Come calciatore cresce nel G.S. Bacigalupo. Nelle stagioni 1958/59 e 1959/60 gioca con il Novara in serie B.

Dopo una stagione al Simmenthal Monza Gianmarco Calleri nella stagione 1962/63 passa alla Lazio. Gioca con la squadra De Martino. Prende anche parte ad alcune amichevoli della Prima Squadra. La stagione dopo non fa più parte dei biancocelesti ma non si hanno notizie del curriculum calcistico. Nel 1975 interpreta il film “Perché si uccidono – La merde” con lo pseudonimo di Marco Reims. Proprietario di diverse imprese tra cui la Mondialpol entrò nel mondo del calcio nel 1983 con l’acquisto dell’Alessandria. Nel 1986 con il fratello Giorgio acquista la Lazio dal gruppo di Franco Chimenti. I Calleri avevano un’esposizione di 200 milioni con il gruppo Chimenti ma, in dissidio con esso, si dimisero per passare all’opposizione. Il loro obiettivo era acquisire la maggioranza del pacchetto azionario.

Consapevoli di non poter comprare la Lazio da soli trovarono un accordo con il finanziere Renato Bocchi. Il 25 luglio 1986 l’onere venne suddiviso con il 51% a Bocchi e il 49% ai Calleri. Nel frattempo la giustizia sportiva aveva condannato la Lazio per responsabilità oggettiva a 9 punti di penalizzazione da scontare nel campionato di Serie B 1986/87. Dopo drammatiche vicende sportive che videro la Lazio salvarsi dalla retrocessione negli spareggi di Napoli per poi tornare trionfalmente in Serie A nel 1987/88, la Società, grazie all’opera risanatrice ed agli ottimi incassi fatti registrare al botteghino, venne definitivamente acquisita da Calleri (premio Guerin d’Oro per la stagione 1987/88), pur se una quota minoritaria restava a Bocchi. Nell’assemblea del 31 ottobre 1989 si registra un utile economico, cosa che non avveniva da decenni.

I risultati sportivi non erano però all’altezza di quelli economici per via di campagne di rafforzamento condizionate dalle esigenze di bilancio. I tifosi della Curva Nord contestavano Calleri, arrivando a proclamare scioperi del tifo. Nella gara Lazio-Juventus del 3 marzo 1991, in tribuna ospite del presidente biancoceleste, il finanziere romano e laziale Sergio Cragnotti. Contemporaneamente sorgeva il Centro Sportivo di Formello. Ciliegina sulla torta, una notizia clamorosa dei media: “Paul ‘Gazza’ Gascoigne alla Lazio per 15 miliardi”. Calleri cedette il 10% delle azioni e il 20 febbraio del 1992 vendette la Lazio per 25 miliardi a Sergio Cragnotti. Calleri comprò il Torino e ne fu Presidente dal 1994 al 1997 (premio Guerin d’Oro per la stagione 1994/95). Dal 1998 al 2001 fu al vertice della società svizzera del Bellinzona.

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