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Baldé escluso dal progetto Monza, l’ex Lazio ora è un caso che fa discutere

Di Vittorio Chirico31 Luglio 2026 - 20:2531 secondi fa 3 min di lettura
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Keita Baldé fuori dai giochi: il Monza chiude la porta, altro addio amaro per i tifosi biancocelesti. L’ex attaccante della Lazio, arrivato con grandi aspettative a gennaio 2025 dopo l’esperienza in Turchia con il Sivasspor, si ritrova ora senza un futuro certo nel club lombardo. A sancire la fine del suo percorso ci ha pensato Mauro Baldissoni, amministratore delegato del Monza, durante la presentazione del nuovo allenatore Ivan Juric. Parole chiare, nette, che non lasciano spazio a interpretazioni: Keita non rientra nel progetto tecnico della squadra.

Questa notizia, inevitabilmente, accende una nuova discussione tra i tifosi laziali. Keita, con la sua corsa e qualità, aveva fatto sognare in biancoceleste, ma da tempo il suo percorso è stato in salita tra prestazioni altalenanti e scelte di mercato che non lo hanno mai davvero valorizzato. Ora, a Monza, la storia sembra destinata a chiudersi senza colpi di scena favorevoli. L’ad Baldissoni ha spiegato che si tratta di “valutazioni tecniche” e nulla di personale, ma il messaggio non cambia: serve trovare una nuova squadra dove Keita possa ritrovare continuità e dare spazio al suo talento.

Il nodo non è solo la situazione del giocatore, ma l’intero quadro che si dipinge attorno a un calciatore che si è spesso trovato a dover combattere contro le proprie occasioni mancate. Per la Lazio, infatti, Keita rappresenta un ricordo vivo di quel potenziale talvolta inespresso, di quel rimpianto per una crescita mai completa. Il mercato Lazio, dopo aver perso definitivamente una pedina come lui, dovrà fare i conti con quelle che restano esigenze di equilibrio tra investimento e rendimento.

In più, il caso Baldé riporta a galla alcune questioni sul modo in cui società e staff tecnico – oggi guidato da Gattuso – gestiscono i profili offensivi. Un calciatore del talento di Keita, ancora relativamente giovane, che finisce fuori da ogni progetto tecnico deve far riflettere. Perché una risorsa così non può semplicemente essere dimenticata o parcheggiata. La piazza biancoceleste lo sa bene, e dal settore mercato di Formello e da Lotito in giù arriva la solita domanda: si sta facendo abbastanza per valorizzare ogni pedina o si continua a perdere occasioni importanti?

L’ad Baldissoni ha aggiunto: “Bravissimo ragazzo e molto professionale, cercheremo di trovare insieme la soluzione migliore per tutti”. Una frase diplomatica che lascia aperta la porta a qualche spiraglio, ma al tempo stesso conferma la distanza definitiva tra Keita e il progetto Monza. Un futuro incerto per il nostro ex, che pure ha dimostrato in passato sul campo di poter incidere.

La sensazione tra i tifosi biancocelesti è che la storia di Keita sia un altro capitolo di quelle occasioni sprecate, di quei talenti che sembrano non trovare mai il giusto ambiente per esplodere definitivamente. Ora il problema si sposta altrove: dove andrà Keita? E soprattutto, cosa succederà alla Lazio, che perde uno di quei nomi capaci di creare entusiasmo anche solo col ricordo? A Formello e nel mercato biancoceleste, l’attenzione si fa ancora più alta.

La domanda, a questo punto, è inevitabile. La Lazio può davvero permettersi di lasciar scivolare via così facilmente chi ha ancora qualcosa da dare? La piazza biancoceleste, da sempre attenta e passionale, non è disposta a dimenticare facilmente il talento né a vedere altri giocatori navigare a vuoto per il calcio italiano ed europeo. Ora la palla passa ai fatti, non più alle parole. A chi guida il mercato Lazio il compito di non far soccombere ancora una volta un nome come Keita Baldé. Perché in questa storia, tra passato e futuro, in ballo non ci sono solo i singoli: è la credibilità stessa del progetto biancoceleste a essere in gioco.

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