Due gol di Zac, applausi di circostanza: la vittoria che non cambia la scala dei problemi
Finisce 1-2 l’ultima sgambata estiva contro il Frosinone: Zac beffa la noia delle amichevoli e trova due volte la via del gol, applausi in campo e nei social. A una settimana dall’amichevole con l’Ascoli e sette giorni dall’esordio ufficiale in Coppa Italia contro il Mantova, il risultato dà una patina di normalità che molti tifosi, però, iniziano a trovare ipocrita. L’allenatore Gattuso prova schemi e assetti, il direttore sportivo Mario Rossi è lì a osservare i contorni, ma la realtà è che certe vittorie di cartone non rispondono alle domande che pesano davvero: identità, scelte sul mercato e la sparizione di certezze come Ciro Immobile, che non gioca più nella Lazio.
Un sorriso di facciata non paga i biglietti
Se è vero che una rete fa sempre piacere, scopriamo che da sola non regge il bilancio emotivo di una stagione. Società Sportiva Lazio|La Società ha imparato a trasformare ogni test in un prodotto comunicativo: highlights, titoli roboanti, selfie istituzionali. Nel frattempo, però, restano intatte le priorità che irritano la piazza: scelte dirigenziali percepite come conservative o spregiudicate a seconda dei casi, promesse di rilancio mai accompagnate da una strategia chiara, e una distanza crescente tra i costi che gravano sui tifosi e i benefici che restano ben saldi nelle stanze dei bottoni. Criticare le amichevoli come tali sarebbe stupido; criticare l’uso che se ne fa per oscurare problemi veri è doveroso.
Non è una questione di risultato sportivo: la squadra può crescere con il lavoro di Gattuso, e Mario Rossi ha le mani sulla costruzione dell’organico. Ma la responsabilità politica e morale cade su Claudio Lotito|Il Patron e sulla dirigenza|La Dirigenza: se il progetto è quello di vendere emozioni a rate, almeno lo si dica chiaramente. Se invece si vuole costruire qualcosa di solido, servono decisioni che vadano oltre il goal dell’amichevole e la foto di rito. I tifosi non chiedono solo sorrisi post-partita; chiedono coerenza, responsabilità e il rispetto di un’identità che non si compra con una vittoria amichevole.
Il 2-1 resta un risultato, utile per l’umore ma insufficiente come prova generale. La domanda finale è semplice e fastidiosa: basta un Zac ispirato per coprire l’assenza di un progetto credibile o è ora che i veri responsabili – quelli che tengono il portafoglio e le decisioni – smettano di contare solo i like e comincino a rispondere alle esigenze reali del club e dei suoi tifosi?