La Lazio non è una semplice squadra per Davide Frattesi, è proprio una questione di famiglia. Il calciatore arrivato in estate dall’Inter ha già affermato in più interviste la sua felicità per il trasferimento in biancoceleste, continua a farlo anche dal ritiro con la Nazionale Italiana. Questa volta, durante il format MySkills di Dazn, il centrocampista ha svelato un ricordo commovente legato al suo passato: “da quando mia nonna è venuta a mancare ho sempre avuto il desiderio di tornare a stare in quella che era stata casa per tanti anni. Sento la Lazio molto mia, anche il risultato mi cambia a livello umorale. Giocare per la Lazio è come difendere qualcosa di famiglia: andavo allo stadio con papà e fantasticavamo sulla possibilità di arrivare a giocare in prima squadra allo Stadio Olimpico. È stata come la chiusura di un cerchio”.
Il ricordo della nonna, le partite con papà, ma dietro la scelta del ritorno alla Lazio c’è anche l’intervento di Gennaro Gattuso: “ha influito tanto sulla mia scelta. Ho lavorato con lui in Nazionale e ho visto che aveva tanta fiducia nei miei confronti. Anche perché l’anno scorso ho giocato poco o niente all’Inter e lui, nonostante ciò, continuava a convocarmi in Nazionale, perché vedeva qualcosa in me. Faccio tutto il possibile quando sento che qualcuno ha fiducia in me. Per questo sento un legame con la Lazio, ma anche un senso di gratitudine e responsabilità”.
Alla domanda di Hernanes sul ct Roberto Mancini, infine, Frattesi ha risposto con un retroscena “con il mister Mancini avevo parlato prima di trasferirmi alla Lazio, il suo consiglio è stato quello di prendere in considerazione di andare a giocare. È normale che se arrivi in Nazionale che hai novanta minuti sulle gambe e sei in forma è una cosa, arrivare lì che hai fatto dieci minuti a partita è un’altra. Questo fa la differenza. Io cerco di aiutare la squadra al massimo e se poi queste prestazioni mi permettono di ritornare in Nazionale, ben venga”.
