Lotito risponde ai contestatori con i risultati: Lazio in vetta, Reggina a punteggio pieno
Contestato da una parte della tifoseria laziale, criticato per lo stadio mezzo vuoto, guardato con sospetto per l’avventura in Serie D: Claudio Lotito ha vissuto l’estate sotto assedio.
Eppure, dopo cinque giornate di campionato, la sua Lazio guarda tutti dall’alto insieme a Roma e Inter, con 13 punti, quattro vittorie e un pareggio.
E a Reggio Calabria la squadra rilevata dal presidente non ha ancora lasciato per strada un solo punto: 12 su 12, 13 gol fatti e nessuno subìto.
Nessun pronostico di luglio andava in questa direzione.
Per capire come si è arrivati qui bisogna partire dai conti.
Un mercato con le mani legate
Il guaio si chiamava Costo del Lavoro Allargato.
L’indicatore della Lazio segnava 0,822 a giugno, contro un limite di 0,7, e per rientrare sarebbero servite risorse fresche per circa 19,5 milioni.
Scattava così la regola dell’articolo 90 delle NOIF: il club può tesserare, ma ogni acquisto deve essere coperto per intero dal saldo positivo prodotto nella stessa sessione, e la Lega Serie A controlla le operazioni una per una.
Quel saldo può nascere da cessioni, ma anche da rinunce agli stipendi o da rescissioni.
La sintesi è semplice: prima si incassa, poi si spende. E si evitano impegni che costringano a pagare a prescindere.
Il colpo che ha sbloccato tutto
Il primo tassello è stato Gila.
Il difensore, con un solo anno di contratto e nessuna intenzione di rinnovare, è passato al Milan per circa 30 milioni complessivi.
Una parte non è della Lazio, perché il Real Madrid conserva il 50% sulla rivendita: l’incasso netto stimato varia da 15 a 18 milioni, a seconda di come lo si calcola.
Comunque sia, per un giocatore in scadenza vicina è una cifra piena.
Sono seguite le partenze di Provedel, Artistico e Calvani e i prestiti di Dia e Ratkov, che possono valere altri 8 e 14 milioni in caso di riscatto.
Sommando tutto, le uscite valgono tra 25 e oltre 40 milioni, secondo che si contino solo i soldi certi o anche quelli condizionati.
In ogni scenario il saldo è in attivo, da circa 14 milioni nelle stime più prudenti in su.
Frattesi, l’affare che ha cambiato pelle
L’operazione più istruttiva è quella di Davide Frattesi.
L’intesa iniziale con l’Inter prevedeva un prestito da 1 milione con obbligo di riscatto a 14, legato alle presenze: una formula che avrebbe imposto di coprire subito l’intero valore e che infatti non stava in piedi.
Le due società hanno rifatto il contratto da capo.
Il nuovo accordo prevede 5 milioni per il prestito, diritto e non obbligo di riscatto a 10 milioni più bonus e il 50% della futura rivendita all’Inter.
La stessa logica ha guidato gli altri arrivi.
Šutalo dall’Ajax: 3 milioni per il prestito, riscatto a 7,5 milioni e 10% sulla rivendita agli olandesi.
Gudmundsson: prestito con diritto di riscatto intorno agli 11 milioni.
Pinamonti dal Sassuolo: unico acquisto a titolo definitivo, con 3 milioni fissi e il resto in bonus, per un totale tra 12 e 15 milioni.
Pedraza, Doekhi e Galassi sono arrivati senza costi immediati per il cartellino.
Sul fronte degli acquisti in prestito, la Lazio ha evitato l’obbligo di riscatto: Frattesi, Šutalo e Gudmundsson sono arrivati tutti con diritto di riscatto.
In altre parole, per queste operazioni la Lazio ha mantenuto la possibilità di decidere successivamente se procedere o meno con l’acquisto definitivo, senza assumere automaticamente l’obbligo di riscattare i giocatori.
Il conto immediato per i tre acquisti più onerosi si ferma a circa 11 milioni; sale a circa 22 se si contano bonus e possibili riscatti.
Il campo dà ragione, per ora
Frattesi ha ripagato subito: gol in ciascuna delle prime tre partite con la maglia biancoceleste, e reti decisive a Bologna e contro il Genoa.
La squadra che a luglio veniva indicata tra le possibili penalizzate dal mercato si trova oggi al vertice della classifica, a quota 13 punti.
Cinque giornate non bastano per un verdetto.
Bastano però per dire che il peggio ipotizzato non si è verificato.
A Reggio si sogna la Serie C
Diverso il contesto in Calabria, dove gira la voce di un investimento superiore ai 2,5 milioni per la stagione in Serie D, con l’obiettivo di tornare tra i professionisti.
La Reggina di Marchionni ha vinto le prime quattro gare, l’ultima per 3-0 a Lamezia, e precede di due punti Igea Virtus e Sambiase.
Il regolamento è chiaro sul presente: in Serie D nessuna norma impedisce a un proprietario di club professionistico di possederne un altro.
Cambierebbe tutto con una promozione in Serie C.
Il conto arriva nel 2027
Il vero esame è rimandato all’estate prossima.
I diritti su Frattesi, Šutalo e Gudmundsson valgono complessivamente circa 28-29 milioni, a cui vanno aggiunti i bonus e le percentuali sulle rivendite: 50% all’Inter e 10% all’Ajax.
Il vincolo sul costo del lavoro non è stato cancellato: è stato gestito attraverso la struttura delle operazioni e la diversa distribuzione degli impegni economici nel tempo.
Restano sul tavolo i fatti: un giocatore in scadenza venduto a prezzo pieno, un affare riscritto quando la formula non reggeva, nessun obbligo di riscatto sui principali prestiti in entrata, sette innesti con circa 11 milioni di spesa iniziale.
Chiamarla capacità gestionale è un’interpretazione, ma si regge su numeri verificabili.
Poi ci sono i tifosi e nelle prossime partite si vedrà come reagiranno ad UNA LAZIO, seppur inaspettatamente, prima in classifica
E c’è la domanda che Lotito dovrà affrontare se la Reggina salirà: cosa fare con due club?
