La Lazio di Gennaro Gattuso pareggia contro il Milan di Robert Amorim per 2 a 2. La sfida, valevole per la quarta giornata di Serie A, proietta i biancocelesti, in attesa dei risultati delle partite Inter e Roma, al primo posto in classifica. Impensabile fino a qualche settimana fa. Gattuso è riuscito a compattare un ambiente dai forti malumori.

Non mancano le scintille. Non sarebbe la Lazio, altrimenti. Nel post partita di ieri sera, infatti, ringhio si è lasciato andare ad alcune dichiarazioni forti nei confronti del direttore sportivo Angelo Fabiani, reo di aver alzato l’asticella troppo anticipatamente.

Non è una polemica e non dico se sono d’accordo o meno. Ma abbiamo già abbastanza pressioni addosso. Giocare nelle condizioni in cui stiamo giocando non è facile. Secondo me non è corretto che il direttore (Fabiani) dica che l’obiettivo minimo è l’Europa

“L’obiettivo minimo è l’Europa”. Non si sta specificando quale Europa. Potrebbe essere Conference, Europa o, nelle più utopiche delle idee, la Champions League. Tutto può essere. I segnali incoraggianti, in questo senso, ci sono. La squadra gioca bene e sembrerebbe aver trovato una giusta quadra sul come stare in campo.

Tuttavia, è facile dimenticare il passato in poco tempo. Fino a qualche settimana fa, e più precisamente dopo la sfida contro il Mantova, i bookmaker iniziavano a dare quasi per fatta, con le loro quote ridicole, la retrocessione della Lazio. Ora, improvvisamente, dopo qualche risultato utile consecutivo, l’obiettivo è diventato il posizionamento tra le prime otto. Ci vuole coerenza.