La protesta dei tifosi della Lazio è ormai sulle cronache dei maggiori quotidiani soprattutto adesso che, con la denuncia di Lotito, si è arricchita di vicende e retroscena riguardanti la finanza e la politica romana. Per questo motivo Il Tempo aveva lanciato “Agorà Lazio”, una rubrica aperta sul mondo biancoceleste in cui tutti avrebbero potuto esprimere un parere. Anche Claudio Lotito. Invitato privatamente dal direttore del quotidiano, però, il presidente biancoceleste ha scelto di non rilasciare alcun commento. E’ quanto afferma nel suo editoriale giornaliero Daniele Capezzone, che poi rincara la dose: “abbiamo reso pubbliche 10 domande (rimaste purtroppo senza risposta) su un possibile e quanto mai necessario rilancio del progetto della Lazio. E abbiamo ascoltato decine di voci: giornalisti, artisti, ex calciatori, laziali storici. Continueremo a farlo”.

Il patron Lotito con la sua denuncia ha dato dunque il via alle ricerche sui possibili “mandanti” della contestazione maturata nei suoi confronti, ma secondo il direttore Capezzone è solo un modo per de-responsabilizzarsi dai propri errori. “Da qualche giorno senza argomenti, ma con allusioni e insinuazioni – scrive il giornalista – si vorrebbe far credere che questo giornale (il Tempo, ndr) abbia “inventato” la protesta dei tifosi laziali, evidentemente considerati da qualcuno alla stregua di una massa manovrabile. Tutto questo è ovviamente falso. La protesta dei tifosi della Lazio esiste da anni. Semmai (e questo dovrebbe far sorgere interrogativi su un certo giornalismo) la vera anomalia è che quasi nessuno, prima che lo facesse Il Tempo, l’avesse ascoltata e raccontata, come sarebbe stato intellettualmente onesto”.

La protesta dei laziali, dunque, è per Capezzone “una storia non raccontata”, un vero e proprio “buco giornalistico”. “Se il presidente Lotito avesse fatto tesoro di quei pareri, di molti suggerimenti, di tante critiche costruttive (a partire da quelle contenute nel primo articolo di Bisignani), avrebbe fatto cosa utile in primo luogo a se stesso. Per salvare un rapporto con la tifoseria che mi pare oggi ancora più deteriorato di allora. Il compito di un giornale di Roma è raccontare quello che accade a Roma. L’abbiamo fatto e continueremo a farlo”, ha concluso Capezzone.