Kenneth Taylor è sulle prime pagine dei quotidiani sportivi olandesi. Il centrocampista della Lazio si è conquistato la convocazione con la Nazionale Orange viste le ottime prestazioni in Serie A. Sia in questo inizio di stagione con Gennaro Gattuso, che nella seconda parte dello scorso campionato con Maurizio Sarri, il calciatore è diventato un tassello fondamentale della formazione biancoceleste. In un’intervista rilasciata al portale VoetbalPrimeur, Taylor ha raccontato come sono stati i suoi primi nove mesi nella Capitale. La conoscenza della lingua italiana è fondamentale per adeguarsi a Roma: in pochi parlano inglese. È importante subito imparare la lingua. Io ho un’insegnante che viene a casa, quindi faccio lezioni individuali sono già a buon punto”.

Il derby capitolino e i calciatori olandesi di Lazio e Roma

Taylor è riuscito ad integrarsi presto in Italia grazie anche alla presenza di diversi calciatori olandesi tra le fila di Lazio e Roma. A Formello ha trovato Tijjani Noslin e Danilho Doekhi, mentre Donyell Malen e Devyne Rensch militano nella Roma, la principale rivale dei biancocelesti. “E anche Albert Gudmundsson parla olandese”, aggiunge Taylor, sottolineando che i rapporti con l’islandese sono ottimi. E sulla possibilità di frequentare i ristoranti con i due calciatori giallorossi: “mangiare insieme è quasi impossibile – ammette Taylor ridendo – . I tifosi non apprezzerebbero se lo facessi in pubblico. La prima cosa che Devyne mi ha detto quando sono arrivato è che in realtà non è possibile. Quindi dovrei cucinare per loro? No, no, non cucino!”, dice Taylor facendo l’occhiolino.

Addio comfort zone: la crescita di Taylor dopo l’Ajax

La Lazio ha cambiato la vita di Taylor e questa scelta lo rende entusiasta. “È stato bello lasciare l’Olanda per trasferirmi in un nuovo ambiente – afferma l’olandese – . Sia a livello personale che calcistico, per crescere ulteriormente è stimolante”. Il centrocampista non ha avuto ancora il tempo di visitare bene Roma, quindi non può ancora consigliare i migliori ristoranti di pasta ad amici e parenti: “mangiamo principalmente a Formello club. Ma, onestamente, il cibo in tutti i ristoranti in cui sono stato è stato ottimo”.

Il ct Xavi ha portato una ventata d’aria fresca nell’Olanda. E quando si parla di lui si parla del trio Busquets-Xavi-Iniesta, Taylor è chiaro: “non ci si può paragonare a nessuno di quei tre. Se proprio devo sceglierne uno… mi piaceva molto guardare Busquets”. Poi si lascia andare ad una battuta: “a chi somiglio io? A Messi“, lasciandosi andare ad un grosso sorriso.

Da Gattuso a Sarri: il percorso tattico di Taylor

“Il mio stile di gioco in campionato è molto maturato con Sarri e Gattuso. Ho fatto progressi in questo senso. Con Gattuso giochiamo un calcio basato sui passaggi, con un pressing alto”, ha confermato Taylor che poi si concentra sulle richieste tattiche di Ringhio nei suoi confronti. “L’attuale allenatore vuole che mi occupi della costruzione del gioco – giochiamo con un ‘doppio sei’ – e si aspetta che io sia il primo elemento in fase offensiva. Puntiamo molto nell’uno contro uno, e per questo lui si aspetta una mentalità da killer in queste situazioni. I duelli sono fondamentali. Si corre molto? Sì, ma mi piace”. Poi una differenza tra i due allenatori avuti in Italia: “quest’anno stiamo creando molte più occasioni da gol rispetto alla passata stagione, qualcosa va un pochino meglio”. E sulla sua specialità nei calci di rigore, Taylor ammette di partite alle spalle nelle gerarchie: “io sono il secondo in lista, prima c’è il capitano Zaccagni”.