Lazio, il rigore negato non diventa un alibi: Gattuso promuove la gestione della squadra

 

Il rigore non concesso alla Lazio lascia l’amaro in bocca, ma per Gennaro Gattuso c’è un altro aspetto da sottolineare: la maturità con cui la squadra ha accettato la decisione arbitrale, senza perdere la testa né regalare ammonizioni inutili.

«Per noi, rivedendo l’episodio, sembra rigore, però gli arbitri hanno fatto una scelta e hanno deciso così. Bisogna andare avanti», ha dichiarato il tecnico, riconoscendo apertamente i dubbi sull’episodio senza trasformarli in una giustificazione.

Il vero segnale positivo, secondo Gattuso, è arrivato dalla reazione dei giocatori: niente proteste eccessive, nessun nervosismo e nessuna ricerca di alibi. «Non dobbiamo regalare ammonizioni. I cartellini si prendono per salvare un gol o per rincorrere un avversario, non per protestare», ha sottolineato l’allenatore.

Parole significative, soprattutto considerando il passato dello stesso Rino, che ha ammesso ironicamente di essere stato per anni un maestro delle proteste. Oggi, invece, chiede alla sua Lazio lucidità, disciplina e capacità di restare concentrata sulla partita.

Il messaggio è chiaro: il rigore può anche non arrivare, ma la squadra non deve perdere la propria identità per una decisione arbitrale contestata. Per Gattuso, la crescita passa anche da qui: saper gestire le ingiustizie percepite senza compromettere il risultato sul campo.

Gattuso fa benissimo a spegnere ogni scintilla di polemica ma aggiungo che l’errore dell’arbitro può anche starci, ma il silenzio del VAR è molto più difficile da giustificare, soprattutto di fronte a un fallo da rigore e relativo cartellino rosso, così evidente come quello subito da Frattesi.