LAZIO, RIGORE NEGATO A FRATTESI: MARELLI È NETTO, «RIGORE E ROSSO». MA IL VAR DOV’ERA?
L’esperto arbitrale di DAZN evidenzia il contatto sul polpaccio e la trattenuta reiterata della maglia da parte del difensore del Parma. L’errore dell’arbitro può anche essere comprensibile, ma il mancato intervento del VAR lascia enormi perplessità.
Un episodio che fa discutere e che rischia di pesare tantissimo per la Lazio. Il fallo su Frattesi, per il quale non è stato concesso un calcio di rigore, finisce sotto la lente dell’esperto arbitrale di DAZN, Marelli, che individua due elementi decisivi: il tocco con il piede sul polpaccio del centrocampista biancoceleste e una trattenuta reiterata della maglia, con il difensore del Parma completamente disinteressato al pallone.
La valutazione di Marelli è inequivocabile: «Sarebbe stato calcio di rigore e cartellino rosso per il parmense».
Parole che rendono ancora più difficile comprendere la decisione presa in campo. L’errore dell’arbitro, per quanto grave, può essere umanamente comprensibile nella concitazione di una partita. Quello che lascia maggiori interrogativi è il mancato intervento della tecnologia.
Come può il VAR non richiamare l’arbitro davanti a un episodio del genere? Se la dinamica comprende un contatto sul polpaccio e soprattutto una trattenuta reiterata, con una possibile espulsione oltre al penalty, il mancato intervento diventa il vero punto interrogativo della vicenda.
Non si tratta soltanto di un rigore non assegnato: in base alla valutazione riportata di Marelli, la Lazio avrebbe potuto beneficiare di un calcio di rigore e giocare con un uomo in più qualora fosse stata confermata anche la sanzione espulsiva.
Resta dunque una domanda inevitabile: se l’arbitro può sbagliare, a cosa serve il VAR se non interviene nemmeno davanti a un episodio che, secondo l’esperto di DAZN, meritava rigore e cartellino rosso?
