Tutti aspettano la prima sconfitta della Lazio. Ma le altre, quando perdono, che cosa dimostrano?
C’è una domanda che continua a circolare nel dibattito calcistico: «La vera Lazio si vedrà quando arriverà la prima sconfitta». Bisognerà aspettare quel momento, si dice, per capire come la squadra di Gattuso saprà reagire alle difficoltà. Ma perché questo esame sembra riguardare soltanto i biancocelesti?
A meno di un’impresa quasi miracolosa che le permetta di chiudere la stagione imbattuta, anche la Lazio prima o poi perderà qualche partita. È la normalità del calcio. Eppure, mentre si aspetta il primo passo falso biancoceleste, le inseguitrici hanno già conosciuto diverse battute d’arresto.
Juventus e Milan sono gli esempi più evidenti: i bianconeri continuano a inciampare, mentre i rossoneri sono caduti in casa contro il Bologna, una squadra battuta dalla Lazio. Ma non sono gli unici: anche Napoli e Atalanta hanno già assaggiato il sapore della sconfitta.
Parliamo di società costruite per vincere, con rose importanti e investimenti nettamente superiori a quelli della Lazio. E allora emerge una contraddizione: quando i biancocelesti battono determinate avversarie, il merito viene ridimensionato perché considerate di seconda fascia; quando invece le grandi perdono contro squadre dello stesso livello, il discorso sembra cambiare.
Quando arriverà una sconfitta, anche la Lazio analizzerà gli errori, cercherà di correggerli e ripartirà. I tifosi saranno dispiaciuti, come tutta la squadra e l’ambiente, ma senza trasformare una battuta d’arresto in un processo.
La domanda resta: perché la Lazio deve ancora dimostrare di saper reagire a una sconfitta che non è nemmeno arrivata, mentre Juventus, Milan, Napoli e Atalanta hanno già perso senza essere sottoposte quotidianamente allo stesso esame?
