L’ex promessa della Roma, Diaby Aboudramane, che a Trigoria chiamavano il “nuovo Balotelli” è stato condannato in via definitiva a nove anni di carcere per il sequestro di Danilo Valeri, avvenuto in un locale di Ponte Milvio il 22 dicembre 2022. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il rapimento lampo – durato meno di dodici ore – sarebbe stato causato da un presunto debito di droga di diecimila euro. La vittima del sequestro è il figlio di Maurizio Valeri, noto come “il Sorcio”. Maurizio Valeri è una figura di spicco nel panorama criminale romano, considerato dagli investigatori un vero e proprio boss della droga e il gestore di importanti piazze di spaccio nel quartiere di San Basilio. La stessa famiglia Valeri, nel maggio del 2022, era già finita al centro delle cronache quando il padre Maurizio fu gambizzato durante un regolamento di conti, sempre legato al controllo dei traffici illeciti nella Capitale.
Il rapimento lampo
Secondo le ricostruzioni della Gazzetta dello Sport, il rapimento lampo del diciannovenne Danilo, prelevato con la forza da un sushi bar a Ponte Milvio la notte tra il 22 e il 23 dicembre 2022, è maturato proprio in questo contesto di criminalità organizzata. Il movente del sequestro sarebbe stato un presunto debito di droga non saldato, pari a circa diecimila euro. Nonostante il ragazzo sia stato rilasciato incolume dopo meno di dodici ore e la famiglia abbia scelto l’omertà decidendo di non sporgere denuncia, le indagini della Polizia sono andate avanti grazie a intercettazioni e telecamere.
Un episodio costato la carriera
Il terzino, all’epoca diciannovenne, era considerato un talento puro, tanto da essere inserito dalla Roma nell’operazione di mercato per l’acquisto di Marash Kumbulla dal Verona. Prima del trasferimento al club veneto e del successivo esordio tra i professionisti in Serie C con l’Imolese, Diaby era già stato trovato in possesso di sostanze stupefacenti e sessantamila euro in contanti. Nonostante la mancata denuncia della famiglia della vittima, le immagini e le intercettazioni hanno permesso alla Polizia di identificarlo e condannarlo, mettendo definitivamente fine alla sua carriera calcistica.
