Gattuso scopre il cuore laziale di Formello: «Qui siamo una famiglia»

 

Ci sono aspetti che vanno oltre il campo, gli schemi e i risultati. Rino Gattuso, nella conferenza stampa dopo Lazio-Cagliari, ha voluto sottolineare uno degli elementi che più lo hanno colpito dal suo arrivo a Formello: il senso di appartenenza delle persone che lavorano quotidianamente per la Lazio.

«Dentro Formello ci sono tanti veri laziali. Potrei fare i nomi, ma tutte le persone che lavorano lì sono una famiglia: gente che esulta, gente che sta male quando le cose non vanno bene», ha raccontato il tecnico, descrivendo un ambiente nel quale ha trovato passione autentica e partecipazione.

Gattuso ha spiegato di aver percepito questa disponibilità fin dal primo giorno, sia nei confronti suoi e del suo staff, sia nel rapporto con la squadra. «Tutte le persone che lavorano lì dentro sembra che ci conosciamo da 10-15 anni, questa è la mia sensazione», ha aggiunto.

Un legame che si è manifestato anche nei momenti più complicati. Il tecnico ha ricordato la delusione seguita alla partita contro il Mantova, quando a Formello si respirava un clima pesante: «Sembrava un funerale. Ho fatto una riunione con tutte le persone che lavorano a Formello e ho detto che il morto si piange quando si deve piangere, ma non era morto nessuno: era successo qualcosa di grave».

Poi la ripartenza, ritrovando quell’entusiasmo che aveva accompagnato i primi quaranta giorni di lavoro. «Questa squadra dal primo giorno ha lavorato in una maniera incredibile, con grande voglia e senso di appartenenza».

Parole che raccontano molto più di una semplice soddisfazione professionale. Gattuso sembra aver trovato a Formello un ambiente nel quale la Lazio non rappresenta soltanto una società, ma una passione condivisa. Una famiglia che soffre, lotta e gioisce insieme, dentro e fuori dal campo.